Una promessa mantenuta, una promessa da mantenere

17.10.2013 09:06 di  Giovanni Guiducci   vedi letture
Fonte: Fabio Pagliarani per Il Bianconero
Una promessa mantenuta, una promessa da mantenere
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© foto di Marco Rossi/Tuttocesena.it

Con l’avvento della stagione autunnale il campionato cadetto sta giungendo al suo decimo appuntamento e ci propone una delle più belle versioni del cosiddetto calcio operaio, condito da pochi fronzoli e tanta sostanza e così, in un mare di equilibrio, ecco spiccare realtà poco pubblicizzate come la capolista Virtus Lanciano e baldanzose come il Crotone.

Tra le protagoniste c'è anche il Cesena che in questa prima parte di stagione ha già mostrato due elementi della rosa il cui rendimento, seppur in maniera diversa, non è passato inosservato.

A salire in cattedra è senza dubbio Francesco Renzetti, dominatore della fascia sinistra, atleta forse rubato all’atletica, vista la sua resistenza fisica pari a quella di un maratoneta, che abbinata ad un sinistro liftato, ne fanno uno dei migliori esterni della cadetteria, un bel mix tra l’energia di Mario Manzo e la sagacia tattica di Maurizio Lauro. Addirittura il saggio Rino Foschi (il principale artefice del suo sbarco in Romagna) lo incorona il “numero uno” nel ruolo in serie B, a mio avviso dimenticandosi che a Palermo milita un certo Fabio Daprelà, appena un gradino più in alto del numero 33 romagnolo per la sua continuità e precisione in fase difensiva. Ma nel calcio a parlare sono prima di tutto i risultati e per ora Renzetti ha mantenuto la promessa, con la voglia matta di salire su uno dei pochi tram che conducono alla massima serie, già sfuggita in passato solo per un’inezia.

Chi dal tram è sceso dopo poche fermate è senza dubbio Emmanuel Cascione, figlio d’arte, reduce dalle non felicissime stagioni in serie A con le maglie di Reggina e Pescara. Al pubblico del Manuzzi, abituato negli ultimi anni ad un centrocampo in stile “banda bassotti” con manovre balbettanti e geometrie spesso sgraziate, serviva un elemento che potesse includere fisicità e capacità di inserimento senza palla, doti che in passato hanno fatto le fortune di giocatori qui ammirati come Maurizio Ciaramitaro e Marco Parolo. Per questo era stato preso Cascione, ma sta di fatto che fino ad ora ha offerto solo timidi sprazzi di quello che in realtà possiede nel proprio bagaglio, schiavo del “Vorrei ma non posso”, deboluccio e spaesato, ancora arrugginito da una preparazione estiva eseguita senza gli urli ed i ritmi incessanti di mister Bisoli ad Aquapartita. Un Bisoli che allora per lui ha in mente un futuro non da mezzala, bensì da mediano davanti alla difesa come già provato con buoni risultati domenica scorsa nella vittoriosa trasferta di Castellammare di Stabia.