Tante luci e qualche ombra
L’organico finalmente adeguato tecnicamente, ma anche numericamente, offre a mister Bisoli la possibilità di giostrare i suoi giocatori a seconda delle esigenze e senza soffrire troppo i tanti infortuni. Pochi sono gli intoccabili: Campagnolo, Volta e Capelli, Renzetti, Coppola. Lo stesso Succi si è dovuto riconquistare i galloni e obiettivamente lo sta facendo in maniera matura, a prescindere dai gol (che è comunque presumibile saranno tanti). I giovani poi crescono. Tabanelli era il brutto anatroccolo in una nidiata di “fallimenti bellariesi”. Ha avuto l’intelligenza di abbracciare in pieno il dogma del tecnico, che ne sta facendo un giocatore vero. Con lui crescono altre individualità quali Defrel, Rodriguez e Garritano, mentre con la valorizzazione un premio arriverà anche con l’affermarsi dei vari D’Alessandro, Krajnc e Alhassan (nonché Almici, quando finalmente potrà giocare).
Anche se pare di cercare il pelo nell’uovo, c’è qualche ombra. Una è la difficoltà a gestire il risultato, un difetto che anche per un colpo di sfortuna ha fatto perdere due punti con il Pescara e che rischiava di far altrettanto a Trapani e venerdì scorso nel 2-1 al Bari. Inoltre, per paradosso, l’abbondanza di elementi in attacco porta qualcuno ad intristirsi. In primis Granoche: se continua a giocare col bilancino probabile che a gennaio chieda di cambiare aria. Meno appariscente il problema di D’Alessandro, a cui i dolori fisici limitano la forma.
