Qual è il progetto del Cesena?

Sorgono dubbi sulle idee di gioco sin qui messe in pratica dai bianconeri
10.11.2020 07:00 di Andrea Pracucci   Vedi letture
© foto di Francesco Di Leonforte/TuttoCesena.it
Qual è il progetto del Cesena?

Ho guardato le prime partite dei bianconeri: non mi hanno convinto. Ci sono poche idee su come portare la palla in avanti: prima dell’infortunio di Caturano si tentava spesso il lancio lungo, ora ci si affida all’attacco della profondità di Koffi o alle imbucate di Ciofi e Petermann per chi galleggia sulla trequarti. Senza risultati particolarmente virtuosi. Un problema che si può presentare, in una lega nella quale il livello tecnico è inevitabilmente non eccezionale. Bisogna pensare a soluzioni alternative.

Il pressing, osservando con attenzione alcune delle azioni più pericolose del Cesena nelle ultime sfide, sembra un’ottima idea. Alzare il baricentro, coprire le linee di passaggio e assegnare marcature a uomo sulla costruzione può favorire una fase offensiva più rapida e verticale, grazie al recupero palla nella metà campo avanzata che permette di approfittare di una struttura difensiva avversaria inevitabilmente disordinata, dopo la perdita del possesso. Così si proporrebbe in un numero inferiore di circostanze il dubbio sul da farsi quando si ha il pallone tra i piedi.

Viali però sembra voler puntare in modo prudente sull’aggressività senza palla. La pressione bianconera non è organizzata nei minimi dettagli. Nel match di sabato, ad esempio, la Fermana costruiva con una linea a tre, composta dai due centrali, Manetta e Scrosta, e il regista Grbac (in alcuni casi al posto di quest’ultimo si abbassava il terzino destro De Pascalis). I tre giocatori offensivi del Cesena - Koffi, Bortolussi e il trequartista Ardizzone - si sarebbero potuti intestare un giocatore a testa, costringendo i marchigiani a liberarsi del pallone molto più in fretta e forzando passaggi sbagliati su cui si sarebbero potuti avventare i centrocampisti. Ardizzone invece manteneva una certa distanza dalla linea di impostazione della Fermana, lasciando i due attaccanti in inferiorità numerica.

Il pressing ha funzionato quando gli ospiti hanno consolidato il possesso sulle corsie laterali, dove i bianconeri hanno creato densità stringendo le mezzali verso la zona di riferimento. Anche in quelle occasioni però l’aggressività non è stata giostrata con attenzione, tanto che grazie ai ribaltamenti di campo la Fermana si è concessa di attaccare più di una volta in campo aperto.

Tutto questo per dire cosa? Che il Cesena non ha le idee chiare. In fase di possesso sembrano esserci poche opzioni; in fase di non possesso ci sarebbe un’occasione che pare essere funzionale alle caratteristiche della squadra, ma non viene sfruttata completamente. A questo gruppo, prima dei risultati, manca un’identità ben definita. Manca un progetto.