Nagatomo "A Cesena, con i miei ex compagni, uscivamo la sera. A Milano no"

24.03.2011 19:44 di  Francesco Satanassi   vedi letture
Fonte: canaleinter.it
Nagatomo "A Cesena, con i miei ex compagni, uscivamo la sera. A Milano no"
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© foto di ALBERTO LINGRIA/PHOTOVIEWS

Questa l'intervista all'ex Cesena Yuto Nagatomo apparsa sul sito canaleinter.it

Dopo la catastrofe che si è abbattuta sul Giappone, anche il calcio non può rimanere a guardare.
Una selezione della J-League, guidata da Dragan Stojkovic (allenatore Grampus) sfiderà in una partita di beneficenza i Blue Samurai di Alberto Zaccheroni. Chi non mancherà sicuramente è Yuto Nagatomo che è già tornato in patria per sostenere la sua gente, ma anche a kilometri di distanza, parte del suo pensiero ormai è inevitabilmente marchiato nerazzurro: “Devo ammetterlo. Gli ultimi mesi della mia carriera sono stati incredibili. Prima sono giunto in Italia a Cesena. Per questo ringrazio Ficcadenti che ha creduto in me e che è venuto persino a visionarmi nella mia squadra giapponese, l’FC Tokyo. Poi ringrazio tutti coloro che hanno premesso il mio inserimento all’Inter, dal presidente a Leonardo, sino a Zanetti, il mio ‘Senpai’, il mio fratello maggiore”. La realtà di Milano, però, è assai diversa da quella di una piccola cittadina come Cesena: “A Cesena, con i miei ex compagni, uscivamo la sera. A Milano no, anche perché stiamo sempre divisi tra stadi e aeroporti. Poi per essere al top in campo bisogna fare una vita molto sana. Ho lasciato da poco l’albergo. Ho trovato una casa in centro. Di solito, se esco, vado al ristorante con Sneijder e Materazzi”. Quasi inevitabile, un pensiero al derby che verrà: “Sapevo che la squadra sarebbe risalita, perché aveva trovato gli stimoli giusti. Nel derby mancherà Ibra, un giocatore molto forte, ma che ho già battuto alla sua prima partita di quest’anno, a Cesena, quando vincemmo per 2-0. E sabato 2 aprile finirà così, con i gol di Sneijder ed Eto’o”. Si sente già parte di una grande famiglia Yuto, e ha già acquisito una mentalità vincente che gli fa vedere oltre: “E’ chiaro che vincere in Europa sarebbe il massimo. Perciò scelgo la Coppa dei Campioni come il mio obiettivo preferito. Sarei il primo giapponese a vincerla”