Il modello-Cesena: la stagione ai raggi x

17.05.2011 07:44 di  Daniele Mazzari   vedi letture
Fonte: goal.com
Il modello-Cesena: la stagione ai raggi x
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© foto di Alberto Fornasari

Pubblichiamo di seguito una lunga analisi sulla stagione del Cesena compiuta da Alfonso Fasano per Goal.com.

 

Prendete una squadra assediata, ad inizio 2011, da tifosi inferociti che volevano la testa dell’allenatore, e mettetela in una festa salvezza che da queste parti mancava esattamente da ventuno anni. Dov’è l’errore? Di errori non c’è traccia, e i protagonisti di questa favola abitano al “Manuzzi” di Cesena, abituato ormai da un biennio a festeggiare i trionfi e di nuovo in festa per la storica salvezza conquistata da Ficcadenti & Co. 1-0 al Brescia, goal di Giaccherini e non poteva finire meglio: i convintissimi applausi dei tifosi romagnoli volano, oltreché alla squadra, ad una società dal coraggio leonino, in grado di confermare l’allenatore nonostante le (comprensibilissime) difficoltà iniziali ed in netta controtendenza rispetto all’abituale costume italico, sempre “Zampariniano” nella prontezza dell’esonero. E poi, un bravo infinito soprattutto a lui, a Massimo Ficcadenti, mister rampante scottato dalla prima negativa esperienza nel calcio che conta (Reggina 2007-2008), ad un passo dall’esonero in Gennaio e poi divenuti eroe in un maggio da salvezza-miracolo per i bianconeri.

COSA VA - O meglio, cos’è andato, ora che la festa è completa. Senza dubbio, come detto, un grande applauso a Ficcadenti, un vero e proprio “Cuore Impavido”: ovvero due promozioni con Bisoli, una squadra imperniata su un gruppo di calciatori che si conoscevano a menadito, eppure il coraggio di costruire una gruppo sempre in grado di giocare bene e di sorprendere l’avversario. Al mister va ascritto poi il grande merito di aver resuscitato, attraverso una sapiente responsabilizzazione, Luis Jimenez, talento incompreso da tutti ed uomo decisivo in chiave salvezza. Un bravo, poi, si meritano proprio i reduci delle due promozioni, in grado di adattarsi alle nuove idee tattiche e di segnalarsi anche come talenti su cui puntare ad occhi chiusi: certo, i crack Parolo e Giaccherini su tutti, ma anche anti-idoli di sostanza come nonno Antonioli, a volte addirittura strepitoso, i due terzini express Lauro e Ceccarelli e poi Giuseppe Colucci, metronomo di un centrocampo sempre esposto agli spifferi di un attacco champagne. Infine, una laurea con lode al giovanissimo Igor Campedelli, presidente tifoso: campagna acquisti estiva enorme in quantità (da Budan, a Bogdani, dal colpo Nagatomo allo stesso Jimenez, da Von Bergen a Pellegrino), replay in inverno (la cessione-crack del giapponese bilanciata da acquisti di peso, pur se quasi nulli in quanto ad apporto di rendimento come Santon, Felipe, Rosina, Dellafiore e Sammarco) e il polso di andare anche contro i propri tifosi, confermando a più riprese il criticato Ficcadenti. Insomma, uno che crede nel lavoro del suo allenatore, e per questo un anticonformista. Ora più che mai, indubbiamente di successo.

COSA NON VA - Poco o nulla, nell’euforia di un finale da festa cittadina. Se proprio vogliamo cercare il pelo nell’uovo, troveremo la quasi inutilità dei già citati innesti di gennaio, relegati in secondo piano da un gruppo di ferro nonostante i galloni da titolari certi che avrebbero assunto in buoni tre quarti delle squadre di A. Analizzando meglio, questo è un altro merito di società e mister, veri e propri protagonisti di questa impresa.

TOP & FLOP - Partita alla mano, così come in stagione, i soliti top: Giaccherini, furetto imprendibile e (a volte) anche implacabile goleador; Jimenez, finisseur di gran classe finalmente all’altezza delle aspettative di ternana memoria; gli instancabili Ceccarelli e Lauro, il raziocinante Parolo e il fosforo di Caserta. Nei flop, poco o nulla da segnalare: attenti alla mezza papera di Santon,frutto di ingenuità e disattenzione, certo, ma che quasi costava un autogol comunque ininfluente ma sempre duro da digerire. Urge crescita di personalità per quello che veniva considerato come un sicuro futuro talento, persosi nella sfiducia interista prima e nella panchina cesenate poi. Il rischio è perdere un potenziale protagonista del prossimo decennio di calcio italiano.

CONSIGLI PER IL MISTER - La rivincita del mister che crede in un calcio anti-barricata, la rivincita di FIccadenti, in grado di tirare fuori dal cilindro un coniglio di nome salvezza vestito sempre e comunque di bel gioco. Un’annata sontuosa, che gli aprirà probabilmente qualche porta più cromata rispetto a quella del “Manuzzi”, ma che resterà comunque scolpita nella memoria dei tifosi romagnoli, critici al massimo dopo lo sfavillante inizio e poi pronti a festeggiare una salvezza che sa di miracolo. La rivincita più bella, riconquistare il proprio pubblico. Ficcadenti c’è riuscito.

IL FUTURO - Ora il sogno deve continuare, e Campedelli deve fare un altro prodigio di concetto: scegliere tra una rivoluzione totale e il mantenimento di una rosa di elementi che ora fanno parecchia gola in giro. Poi, ci sarà da scegliere l’allenatore e da replicare il risultato di quest’anno. I miracoli sono di casa al “Manuzzi”, e vuoi vedere che dopo le due promozioni e la salvezza, il quarto venga da sé? I tifosi ci sperano, ed intanto festeggiano. Tutti a scuola dal Cesena, che insegna come si fanno le imprese