Ecco come ci vedono da Bari
Riportiamo di seguito la scheda sul Cesena realizzata ieri da Massimo Milella per Tuttobari.com.
In zona retrocessione, ma con la testa alta. I ragazzi di Ficcadenti sembrano tutto tranne che condannati alla B. L'inizio stellare della stagione dei romagnoli se lo ricordano ancora in molti, poi è prontamente seguita una flessione naturale, sfociata in un'altalena di risultati che però non ha mai scalfito l'orgoglio e la fiducia del gruppo bianconero. Un dato su tutti: nel girone di ritorno, il Cesena ha perso solo contro squadre di caratura superiore (Roma, Milan, Napoli, Udinese e Lazio). Contro le "colleghe" di media e bassa classifica, ecco arrivare tre pareggi (di cui due esterni) contro Lecce, Catania e Parma e due fondamentali vittorie contro Chievo e soprattutto Samp (un 3-2 a Marassi da ricordare). Senza contare le rimonte contro Juve (da 0-2 a 2-2), Fiorentina (gol del pareggio quasi al novantesimo dell'esperto Caserta) e Palermo (anche qui da 0-2, ma stavolta in dieci uomini e in pieno recupero). Insomma una squadra che da gennaio ha sbagliato pochissimo e che può comprensibilmente considerare realistico l'obiettivo di ottenere almeno tre vittorie nelle ultime sei partite (Bari, Bologna e una tra Cagliari e Genoa?).
Si vedrà. Intanto, appunto, c'è il Bari. Ed è un match delicato, perchè con mezzo centrocampo fuori uso e una difesa che, al fianco di Pellegrino, di cui tuttavia si ricordano ancora due autogol decisivi nel recente cupo inverno romagnolo, schiererà il rientrante Benalouane, franco-tunisino di cui si dice un gran bene e che sembrava in effetti lanciatissimo, prima del deludente derby contro il Bologna del 5 dicembre (perso 0-2 in casa). Difesa che dovrà carburare parecciho, quindi, prima di fornire garanzie. E a centrocampo? Il leader Parolo, si suppone, sarà meno lucido di altre volte, visto che nel reparto è stato arretrato Jimenez, per carenza di uomini che sostituissero Sammarco e Caserta. Se Jimenez non copre abbastanza, per Parolo e l'eterno Colucci si rischia una spesa d'ossigeno doppia. Ad Almiron, ma soprattutto al dinamismo di Bentivoglio e di Huseklepp e Ghezzal, il compito di far finire prima il fiato ai due centrocampisti di ruolo di Ficcadenti.
Infine, come terminale offensivo, è avvantaggiato Bogdani su tutti. L'albanese ha bruciato finora la concorrenza del temibile Budan e Ficcadenti lo considera più combattente di Malonga. Contro una difesa tendente a frequenti amnesie come quella biancorossa, in effetti, sembra una mossa intelligente piazzare un centravanti vecchia maniera, che sfianchi i centrali col suo fisico e che se la giochi sui rimpalli e sui combattimenti aerei. Rossi e Belmonte sono avvisati, ci sarà da sgomitare.
A Raggi, Gazzi e Parisi, alternatamente, il compito di spegnere Rosina, che man mano che si entra nella parte decisive della stagione, può risultare sempre più letale, e soprattutto Giaccherini, galvanizzato dalle voci che lo vorrebbero (insieme al solito Parolo) in rosanero, l'anno prossimo.
L'aria a Cesena è salubre, insomma, nonostante qualche assenza di troppo. Ma chissà che la troppa fiducia, come è accaduto al Tardini, non sia un'arma a doppio taglio. Col Bari di questi tempi, questione societaria a parte (su questo argomento, non c'è ancora nulla di serio), non si scherza.
