Campedelli " Se vince l'inciviltà sono pronto a lasciare"

21.02.2011 19:35 di  Francesco Satanassi   vedi letture
Fonte: cesenacalcio.it
Campedelli " Se vince l'inciviltà sono pronto a lasciare"
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© foto di Alberto Fornasari

Sono queste le dichiarazioni rilasciate oggi, lunedì 21 febbraio, presso la sala stampa dello Stadio Dino Manuzzi dal Presidente Igor Campedelli "Oggi non voglio parlare di aspetti sportivi, ma quello che mi sento di dire riguarda la città di Cesena e il clima che si sta creando negli ultimi tempi.
Io credo che Cesena sia riconosciuta in tutta Italia come una città civile, una città in cui i giocatori vengono volentieri e in molti casi una città in cui ci si ferma a vivere anche una volta terminata la carriera perché qui si vive bene.
Sugli aspetti sportivi ognuno può avere le sue opinioni ma dico attenzione, non posso tollerare che venga varcato il confine della civiltà. Se solo dovessimo passare con un piede il limite della civiltà io sono pronto a non iscrivere la squadra al prossimo campionato.
Non posso accettare che si vada in un negozio a minacciare di spaccare tutto, non posso accettare le minacce personali e alla mia famiglia, questa non è Cesena. Come sono stato convinto nell'acquistare la società sull'orlo del fallimento così sono pronto a fine stagione a vendere il mio parco giocatori e a riconsegnare la società alla città così come l'ho presa.
Come società siamo pronti ad accettare le contestazioni, la contestazione se resta nel limite della civiltà non ci fa paura ma l'inciviltà non la tolleriamo e anzi siamo pronti a combatterla.
In questi tre anni abbiamo lavorato ad un progetto splendido, cercando di aumentare il valore che già il Cesena aveva, in giro per l'Italia Cesena è pensata come un'oasi felice, ma non accetto che il resto del mondo cambi opinione sulla realtà di Cesena.
Le mie non sono parole gettate a caso ma sono ben ponderate, frutto di una notte di amare riflessioni, sta montando un clima che non è tollerabile, ogni tifoso può contestare ma nessuno si azzardi a minacciare perché non lo posso permettere."