Campedelli promette "La salvezza, poi un big"
Igor Campedelli, 37 anni, presidente del Cesena Calcio, è stato ospite oggi nella sede centrale de il Resto del Carlino di Bologna. Il patron bianconero, a sei partite dalla fine di un campionato da batticuore, parla del rush finale, di Ficcadenti e di come farebbe giocare lui la sua squadra.
Sul ilrestodelcarlino.it c'è un sondaggio in cui si chiede quale può essere il giocatore decisivo in questa volata. I lettori dicono Jimenez, poi Antonioli e Parolo. Lei?
“Non credo ci sarà un solo giocatore decisivo. Dovremo farcela con il gruppo”.
Quindi non mi fa nessun nome?
“Assolutamente no”.
Guardando il calendario, delle ultime 6 partite 4 sono contro squadre che non hanno più nulla da chiedere. Quale teme di più? Non mi può rispondere l'Inter.
“Sicuramente la partita che più mi impensierisce è quella in casa contro il Brescia, alla penultima giornata. Ecco, credo che quella possa essere la partita decisiva”.
Suo fratello Nicola è stato un discreto centrocampista con diverse presenze in A. Lei vanta un passato nell'Eccellenza romagnola. In che ruolo giocava?
“Ero un centravanti di peso, come il nostro Bogdani”.
E' più stressante fare l'allenatore, come suo fratello (allena il Bellaria in Lega Pro Seconda Divisione, ndr), o il presidente?
“Sono due ruoli completamente diversi: l'allenatore sta sul fronte della battaglia, vive più sui nervi; al presidente, invece, è consentito avere più tempo per scegliere. Però le responsabilità finali ricadono sempre sul presidente”.
A proposito di allenatori, lei, rispetto ai vulcanici Zamparini e Cellino, può essere definito un presidente controcorrente. Ci spieghi il segreto di tanta pazienza con Ficcadenti.
“Non è pazienza, è perseverare in un progetto quando si crede che questo progetto sia portato avanti bene, al di là dei risultati”.
Ci dica la verità: lei farebbe giocare di più Rosina?
(Campedelli ride, ndr). “Io li farei giocare tutti gli attaccanti: Rosina, Giaccherini... sono per il gioco d'attacco. Ma un allenatore ha giustamente le sue esigenze tattiche”.
In gennaio i tifosi sognarono Mutu. Se vi doveste salvare, promette un grande acquisto?
“Anch'io ho sognato Mutu! Se è un acquisto funzionale, ben venga. Non deve essere un animale da circo. Sono disposto a fare un sacrificio economico, ma solo per un'operazione intelligente. Come è stata quella di Jimenez”.
