A te deg me: “Chi critica Ciano è un… bolognese”

06.04.2016 13:59 di  Redazione Tuttocesena   vedi letture
A te deg me: “Chi critica Ciano è un… bolognese”
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© foto di Francesco Di Leonforte/TuttoCesena.it

Alberto N. scrive dopo Bari-Cesena: “Gomis. Vola la farfalla nera, a volte svolazza, a volte si libra sopra le teste altrui. Il miglior colpitore di palle alte è lui. Non ha paura di fare figuracce con uscite a volte goffe, ma sempre provvidenziali.
Perico. Uno che ci mette la faccia e, stavolta, anche il naso. E ci salva le chiappe.
Capelli e Caldara. Non ho bevuto, eppure i muri di Grumello sembrano due.
Falasco. In politica ci sono i renziani. Nel Cesena i renzettiani. In certi momenti della partita non ci siamo accorti che a sinistra mancava la locomotiva e per uno alla prima da titolare in B, non è poco.
Kessie. Pasticci alternati a pastrocchi, lento, avulso e scoordinato con sé e col mondo. Si riprenderà
Cascione. Non è Harry Potter, non verticalizza, ma quanta ne ha macinata di farina al nostro mulino.
Valzania. Bentornato. Si vedono i 19 anni, nel male e nel bene. Va a contendere palloni che sembrano altrui e li fa propri. Gli errori fanno parte del pacchetto. Prendere o lasciare. Io prenderei e insisterei, viste anche le condizioni di Kessie.
Garritano. Non tutte le ciambelle riescono col buco. Non si è vista neanche la ciambella. Si sbatte come pochi, sembra un ventilatore e infatti è impalpabile come l’aria.
Djuric. Vedesse la porta, sarebbe un mostro. Il Golem, il gigante buono, viene centrato alla caviglia e la sua uscita prematura ci priva di metà campo.
Ciano. Influenza o no, è il più pericoloso, corre e torna anche in difesa, svaria a destra e a sinistra. Il primo che lo critica è un bolognese.
Rosseti. Non sono le condizioni ideali, vista la mancanza di Ragusa e Djuric, le condizioni degli altri attaccanti e le assenze fisiche e psichiche (Kessie) a centrocampo. La squadra è lontana, nel fortino. Fa quel che può, come può, quando può.
Drago. In punta di piedi, il draghetto comincia a ruggire. Il gioco c’è, la convinzione cresce, lo spirito di sacrificio non manca. Che altro volete?
Arbitro di Bologna. Avevate pensato male, e avete fatto male. Io ho fatto come voi e non ce n’era motivo. Il migliore dell’anno”.