A TE DEG ME - “Ad Arezzo il Barcellona non avrebbe vinto…”

Torna dopo parecchi mesi d’assenza la rubrica dedicata ai lettori. Ci avete scritto poco ultimamente, ma noi vi ascoltiamo sempre volentieri.
20.01.2021 20:00 di Redazione TUTTOCesena   Vedi letture
© foto di Image Sport
A TE DEG ME - “Ad Arezzo il Barcellona non avrebbe vinto…”

Non sono state particolarmente apprezzate alcune uscite del nostro redattore Stefano Severi nell’ultima edizione della sua rubrica, I 10 (s)punti. A tal proposito, ci scrive Marco. Pubblichiamo integralmente:

“Disamina sui 10 punti ‘spuntati’ di Severi.
Titolo: Il Barcellona nella ripresa avrebbe pareggiato se non perso la partita.

1. Si apprezza l’apertura del primo punto alla situazione pandemica dovuta al covid-19 ma ricordo al sig. Severi che questa è una rubrica sportiva e pertanto considerazioni alternative le lasciamo alle riviste scientifiche. Giocare a calcio in questo scenario ed in queste condizioni non solo non è scontato ma volendo essere pignoli, non è neppure sensato.

2. La curva dei contagi non si arresta e non diminuisce, questo è vero, ma ad oggi siamo un po’ più preparati su come curarci e se solo ci fosse meno terrorismo giornalistico e più informazione reale l’impiego delle strutture sanitarie sarebbero nella norma e meno sotto pressione.

3. L’azienda calcio come le normali società ha dipendenti stipendiati e deve produrre utili al pari di altre società se vuole sopravvivere soprattutto in serie C dove gli introiti di pay-tv e sponsor sono molto bassi rispetto alla seria A e B. Se a queste società viene proibito di accedere agli incassi del pubblico è giusto che al pari di altre società facciano ricorso ai ristori.

4. Fare calcio non è obbligatorio, è una passione, a volte è anche un modo per fare del sociale togliendo dalla strada molti ragazzi e ridando dignità a certe persone. Se poi qualche imprenditore ha concesso stipendi faraonici a giocatori sopravvalutati questo non deve intaccare la passione, la serietà e la capacità imprenditoriale di soci normali che vogliono fare calcio auto-sostenibile con risultati eccellenti. E di società del genere ce ne sono nel panorama italiano e tutti sappiamo chi sono.

5. Ma veniamo alla partita di Cesena giocata in casa dell’Arezzo dove non era per nulla scontato il successo in terra Toscana, anzi forse era la partita sulla carta più difficile a dispetto dell’ultimo posto occupato dalla squadra di casa. Aver saputo chiudere i giochi nel primo tempo con un ‘uno – due’ chirurgico ha permesso ai ragazzi di Mr. Viali di gestire la ripresa.

6. Si poteva fare di più? Solo lo stolto vede la pagliuzza nell’occhio del fratello e non vede la trave che è nel suo. Non ho visto un Cesena in sofferenza nel secondo tempo ma solo una consapevole e perfetta gestione del match senza mai andare in affanno e senza mai concedere all’avversario azioni degne di nota (leggi tiri nello specchio della porta) che non fossero banali calci d’angolo. Il Barcellona contro questo Arezzo avrebbe perso perché avrebbe abbassato la guardia, smesso di giocare e si sarebbe avvalso della presunzione di aver vinto dopo i primi 45 min. Questo Cesena è sempre stato sul pezzo, non ha mollato un minuto figlio di un percorso di crescita che mi auguro porterà questi ragazzi professionalmente molto in alto.

7. Finché ci saranno giornalisti che vedranno nei cambi del Cesena un’involuzione del gioco ed una carenza di prestazione voglio ricordare a questi signori della penna che in campo ci sono anche gli avversari che in questo caso hanno esperienza, orgoglio e una società di appartenenza a cui devono rispondere dello stipendio che percepiscono e quindi è normale buttare cuore e grinta oltre ogni limite.  Inoltre ribadire che il secondo tempo siamo stati schiacciati dopo i cambi significa sminuire il lavoro di chi è entrato che invece è stato preziosissimo nel contenere le iniziative degli avversari grazie anche alle loro forze fresche.

8. Voci di mercato su questo o quel giocatore che farebbe bene alla causa sono del tutto prive di logica e totalmente destabilizzanti del gruppo. Un domani voi saputelli della carta stampate sarete qui a decantare Petermann come in nuovo Sensi e Steffè come il vice Pirlo. Lasciamo crescere in santa pace questi ragazzi e lasciamo commettere loro anche qualche errore perdonandogli qualche battuta a vuoto. In fondo come diceva Zeman si impara di più dagli errori e dalle sconfitte. Le vittorie insegnano meno ma fanno morale.

9. A proposito di fenomeni della pedata e di personaggi sopravvalutati. Oggi un ‘maestro incompreso’ del calcio italiano, sopravvalutato oltre ogni limite, ha fallito l’ennesima chance che aveva di riabilitarsi nel calcio che conta. Mi riferisco al sig. Giampaolo che sta mestamente trascinando in B ‘anche’ il glorioso Torino, pareggiando in casa con un uomo in più per ottanta minuti contro la sempre più rivelazione Spezia. Questo signore è riuscito in un colpo solo a smentire un maestro come Zeman. Errare è umano ma perseverare è diabolico.

10. Infine un inno alla gioia nella speranza che questi ragazzi mantengano, fino alla fine di questo strano campionato, la grinta profusa finora, tanta voglia di arrivare lontano e tanta fame di punti e risultati. Un grido forte deve essere sempre vivo nelle loro menti: è il grido Forza Cesena e Forza Ragazzi che tutti i tifosi del Cesena non vedono l’ora di urlare ai loro eroi quando potranno ritornare a riempire gli spalti.

Perché Cesena inizia per C ma finisce per A.

Marco Marchi”