A TE DEG ME. Caro Antonino, ti chiedo scusa io…
Qualche settimana fa qualcuno al Manuzzi ha fischiato Ragusa, così come parte della stampa l’ha accusato di essere incapace di fare goal.
Sabato, in occasione del terzo goal al Latina, la rabbia di Antonino (oltre ad essere un grido terapeutico) si è sfogata anche verso di voi.
Personalmente credo che un giocatore non debba mai essere fischiato, soprattutto se – come nel caso di Ragusa– non debba certo essere accusato di scarso impegno.
Ragusa mi ha impressionato fin dalla prima partita con il Brescia, dove forse mi ha fatto vivere un po’ di nostalgia di quelle che un tempo chiamavamo “ali” o “tornanti”.
Tanto fiato e tanta qualità. Credo sia uno dei nostri gioielli, insieme a Ciano, attorno a cui costruire la prossima stagione. Non possiamo pensare di costruire sui giocatori in prestito, e neppure su Djuric, che a giugno servirà per fare cassa.
Dai Antonino, ti chiedo scusa io per loro… e una volta riguadagnata fiducia e serenità, sarà il momento della doppia cifra
Igor M.
