CORRIERE ROMAGNA. Tre anni dopo, Tonucci si sente un altro

12.07.2012 12:23 di  Giovanni Guiducci   vedi letture
Fonte: Andrea Gori per il Corriere Romagna
CORRIERE ROMAGNA. Tre anni dopo, Tonucci si sente un altro
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© foto di Marco Rossi/Tuttocesena.it

Chi se lo ricordava come un ragazzino con i capelli rasati modello marine e lo sguardo leggero dei giovani che si affacciano per la prima volta al campionato "dei grandi", rimarrà stupito dal cambiamento. Tre anni dopo, ecco il nuovo Denis Tonucci: look alla moda (capelli più lunghi e ampi tatuaggi), ma soprattutto nuova coscienza di sé, per un Cesena che lo ha richiamato alla base per rinnovarsi, dopo le esperienze a Piacenza e Vicenza.

«In tre stagioni si cambia tanto - spiega il difensore nato a Pesaro il 6 settembre 1988 - e questo periodo lontano da Cesena mi è servito tanto per maturare come calciatore e come persona. Nonostante qualche infortunio ho collezionato molte presenze in B (71 totali, ndr) e ho imparato molte cose, che spero di poter dimostrare in questa stagione. Voglio confermarmi».
Tre anni di apprendistato lontano dalla Romagna hanno fruttato due salvezze (con il Piacenza nel 2009 e il Vicenza l'anno seguente), mentre un mese fa Tonucci non è riuscito ad evitare il declassamento con i veneti dopo lo spareggio contro l'Empoli: «Al di là della retrocessione - continua Tonucci - penso di aver disputato una buona stagione. Sono stato fuori per un mese e mezzo per un infortunio al setto nasale: è stato un peccato, perché mi sentivo bene e potevo dare un'ulteriore mano ai miei compagni. Comunque un singolo giocatore non fa mai la differenza. A parte Maradona...».

Ora è di nuovo Cesena e Tonucci è felice di ricominciare a scrivere il suo personale romanzo in bianconero. Il primo capitolo è datato 3 marzo 2007: un giorno difficile da dimenticare per molti. Si gioca Cesena-Bologna e finirà 1-4: «Un risultato bruttissimo, ma un giorno che non dimenticherò mai. Castori mi chiama e mi dà una pacca sulla spalla, decidendo di farmi debuttare in B proprio nel derby. Quando ci ripenso mi viene la pelle d'oca. Treossi è di fianco a me durante la sostituzione e mi incita: è il 63' e inizia così la mia carriera da professionista». Nelle stagioni successive a Cesena, Tonucci scenderà in campo altre 24 volte, prima di essere ceduto al Piacenza, voluto fortemente proprio da Castori. «Mi è dispiaciuto tanto lasciare Cesena, perché qui è dove sono cresciuto e dove mi sono sempre sentito a casa. Non ce l'ho mai avuta con la società: era giusto che andassi a fare esperienze altrove. A vent'anni è dura giocare difensore centrale a Cesena, ma ora sono cresciuto e sono pronto a giocarmi le mie possibilità. Sono qui per restare».

Che differenza c'è tra il vecchio Tonucci e quello che si candida oggi come titolare nel Cesena? Il difensore è chiaro: «Ho imparato a gestire la mia forza. Una volta ero molto più irruente e spesso spendevo falli inutili, di pura foga agonistica. Poi posso propormi con maggiore pericolosità in avanti sui calci piazzati: sfrutto meglio il fisico nell'area avversaria. Rispetto alla prima esperienza a Cesena poi, ho giocato qualche partita da terzino destro. Non è il ruolo nel quale rendo al meglio, ma all'occorrenza posso essere impiegato anche sulla fascia». Il vecchio cuore romagnolo è qualcosa che non si dimentica nel tempo, quindi a 24 anni da compiere a settembre, Tonucci ha già il compito di trasmettere la filosofia "da provinciale" ai nuovi arrivati. «Ho trovato un gruppo voglioso di lavorare e totalmente disponibile. Non ho sentito nessuno lamentarsi e tutti stiamo assimilando il lavoro del tecnico. Siamo giovani, i più grandi, che è meglio non chiamare "vecchi" altrimenti si arrabbiano (sorride, ndr), che sono disponibilissimi a dare consigli a tutti. Il nuovo Cesena sta nascendo e io voglio farne parte».