Pelliccioni consiglia: “Ora la società aiuti Cole. Il Catanzaro prima o poi in A”
Tra Mantova, Cesena e Catanzaro, tre delle tappe più importanti della sua carriera. Con il ds Alfio Pelliccioni ci avviciniamo alla sfida del Manuzzi contro i calabresi e facciamo il punto della situazione in casa bianconera dopo il pesante ko in casa dei virgiliani nel turno infrasettimanale.
Direttore, si aspettava una caduta così fragorosa del Cesena nella sua Mantova?
“Premetto che non sapevo per chi fare il tifo. A Mantova sono stato cinque anni, ma sono anche un tifoso del Cesena. Onestamente non mi aspettavo una sconfitta così pesante, ma dopo quel cambio repentino di allenatore, evidentemente, qualcosa non è andato per il verso giusto, soprattutto nella testa dei calciatori”.
E cosa ci dice di mister Modesto? Qui a Cesena era parso un bluff…
“Io sono convinto che sia un grande allenatore, può arrivare anche in categorie superiori. Mi sento spesso con lui, ho un ottimo rapporto. Guardate cosa sta facendo ora a Mantova: ha preso la squadra all’ultimo posto ed ora è quasi a metà classifica. Già con l’Atalanta u23 aveva fatto molto bene, sono certo che può fare tanta strada”.
Eppure fu proprio lei a cacciarlo dalla panchina bianconera. Tra l’altro, prima di Mignani quello era l’ultimo esonero a stagione in corso di un allenatore del Cesena…
“I tifosi premevano, la società anche, ed effettivamente la squadra non girava. Avevamo una rosa molto giovane e pur non avendo timori di play-out l’andamento non era quello che speravamo. La società volle fortemente cambiare e possiamo dire che poi, con Viali non è andata poi così male”.
Fosse stato oggi ds del Cesena, avrebbe mandato via Mignani?
“Io no, non in questo momento. Io credo che questa sia una squadra da quinto-ottavo posto e Mignani stava facendo il suo. Ci sono squadre superiori come il Venezia, il Monza e le altre big. Ora bisogna ricompattarsi, lavorando tutti insieme si può arrivare ai play-off”.
La scelta di Cole può essere stata un azzardo troppo grande?
“Una scelta così repentina è sempre particolare, sospetto che il direttore nemmeno lo sapesse”.
Come giudica la stagione del suo collega Filippo Fusco?
“Io al direttore avrei rinnovato il contratto già a gennaio. Per me ha lavorato bene per quelle che sono le possibilità della società”.
Cosa fare ora per ‘recuperare’ mentalmente un gruppo di calciatori in totale confusione?
“Io mi auguro che questo allenatore riesca a prendere subito in mano la squadra per condurre un campionato dignitoso, come vuole la società. Sicuramente avrà difficoltà perché è straniero, non conosce il campionato, ma proprio per questo la società deve aiutarlo”.
Venendo alla sfida di domani, valori delle rispettive rose alla mano, ci sono dodici punti di differenza tra Cesena e Catanzaro?
“Il Catanzaro ha una struttura, un’organizzazione, una società invidiabile. Lavorano molto bene e lo facevano già in serie C quando ci sono stato io. Arrivammo secondi dietro a un grande Bari, quello di Mignani. Sono convinto che per struttura e qualità della dirigenza nei prossimi anni il Catanzaro potrà andare in serie A. Non mi sorprendono i risultati che stanno ottenendo”.
