De Rose e un Cesena che non c’è più: “Mignani via a testa alta. Südtirol potenzialmente da serie A”

Il metronomo del centrocampo ha vissuto un’annata pure in Alto Adige, prima di scrivere pagine di storia con il Cavalluccio e poi venire scaricato da Mignani.
05.04.2026 07:00 di  Adriano Antonucci   vedi letture
De Rose e un Cesena che non c’è più: “Mignani via a testa alta. Südtirol potenzialmente da serie A”
© foto di FC Südtirol

Il capitano del Cesena dei record, il capitano del ritorno in serie B. Ciccio De Rose è uno dei simboli della storia recente bianconera e lui di Cesena conserva e conserverà sempre un bel ricordo. Nella sua lunga esperienza da calciatore il capitano ha indossato anche la maglia del Südtirol e allora avviciniamoci alla gara contro i biancorossi con le parole del trentottenne centrocampista calabrese.

De Rose, sono da poco passati due anni esatti da quel 30 marzo del 2024…
“Di quella annata non posso che avere ricordi bellissimi. Abbiamo fatto una promozione incredibile centrando record su record. Si era creata una famiglia, una magia tra gruppo, ambiente e tifosi. Forse è proprio questo che ci ha portato a realizzare le cose straordinarie che siamo riusciti a fare”.

Oggi di quel Cesena ormai è rimasto poco o nulla…
“Purtroppo il calcio è così. Più passano gli anni e più le società e i direttori devono fare le proprie scelte. L’importante è che quando si è in un club si dimostri il proprio valore e sia dia tutto per quell’ambiente. Quando uno fa questo viene ricordato e secondo me è la cosa più importante per un calciatore”.

È rimasto stupito della scelta di Ashley Cole per la panchina bianconera?
“La società sicuramente sa cosa fare, anche per lui parlerà il campo. Per gli allenatori l’unico modo per far ricredere i tifosi o comunque gli scettici sono i risultati. Spero per lui  e per il Cesena che faccia bene anche da tecnico, da giocatore naturalmente era indiscutibile. Il calcio italiano è diverso da quello inglese, è una scommessa ma se la società ci ha puntato vuol dire che ha le qualità per affrontare questa sfida. Solo il tempo ci darà le risposte”.

Domani il tecnico inglese troverà sulla sua strada gli altoatesini del Südtirol. Lei nella sua lunga carriera ha fatto pure un’annata a Bolzano…
“Il Südtirol è una grande società che fa le cose nel modo migliore, ci sono stato bene. Bolzano poi è una città dove si vive benissimo, dove si crea quella situazione di famiglia che porta a fare gruppo i giocatori. Lì, poi, c’è un direttore (Paolo Bravo, ndr) che, lasciatemelo dire, è una spanna sopra a tutti gli altri e potrebbe stare in serie A ad occhi chiusi. Io lo conosco da tanto tempo e il suo lavoro ormai è sotto gli occhi di tutti, in questi anni ha fatto cose incredibili. La società gli ha dato carta bianca e lui l’ha ripagata facendo cose importanti per tutto il popolo tirolese”.

La realtà tirolese potrà ambire negli anni a venire a qualcosa di più della salvezza in B?
“Sì, se alzano l’asticella possono ambire alla serie A. Hanno tutto, partendo da un centro sportivo da top club. Quando vai li non ti manca niente, devi solo pensare ad allenarti a giocare e a fare il massimo possibile”.

Tornando al Cavalluccio, si aspettava la squadra di Mignani così in crisi dopo quel girone d’andata?
“Da quando sono andato via il Cesena ha fatto cose importanti. Lo scorso anno ha perso i play-off con il Catanzaro e quest’anno è ancora dentro le big. Poi, purtroppo, il calcio è così e Mignani ha pagato la mancanza di risultati. Lui, comunque, a Cesena ha fatto bene e secondo me va via a testa alta. Nel complesso ha fatto un ottimo lavoro, ha ereditato un gruppo importante che proveniva dalla C ed è stato bravo, a parte l’ultimo periodo, a continuare quel lavoro”.

Che aspettative ha su questo Cesena dal respiro sempre più internazionale?
“Spero che quest’anno faccia i play-off e che, magari, alla fine, possa arrivare in serie A. Lì a Cesena ho lasciato un pezzo del mio cuore, in tutti i sensi. Mi sono trovato bene in tutto e andar via non è stato facile. Lo ripeto, però, il calcio è così e l’importante e che tutti abbiano un buon ricordo di me e di quello che ho dato. Ognuno fa le sue scelte, ma ciò che conta è poter camminare a testa alta”.