DOMINIK “La mia vita in bianconero. Tra il Condor, Holmqvist ed Edmeo”

A tu per tu con Sergio Domini: “Che gioia quell’1-0 con il Milan di Sacchi! A Cesena, una possibilità di allenare i giovani, l’hanno data a tutti gli ex. Tranne che al sottoscritto…”
30.06.2021 10:00 di Flavio Bertozzi   Vedi letture
DOMINIK “La mia vita in bianconero. Tra il Condor, Holmqvist ed Edmeo”

Piedi buoni. Grinta. E carisma a vagonate. Dio quanto mi piaceva, Sergio Domini. Dio quanto l’amavo, quel calcio di un volta. Quel calcio senza Var. Senza calendari spezzatino. Senza strateghi della comunicazione. Senza palloni sanificati. Senza inginocchiamenti in campo contro il razzismo. Senza minacce secessioniste dei Potenti.

Domini, la prima fotografia in bianconero che salta fuori dal suo comodino?
“Non posso che tirarvi fuori quel famoso ultimo atto del campionato 1989-90. Stadio Manuzzi. Cesena-Verona”.

Una partita da dentro o fuori.
“Lo stadio era pieno. Noi e il Verona ci giocavamo la salvezza. Vincemmo 1-0. Grazie a un gol di Agostini segnato a dieci minuti dalla fine, sotto la nostra curva. Brividi. Brividi veri. Brividi che sento ancora sulla pelle…”

Il suo amico Condor vi aveva regalato un’altra grande salvezza anche un anno prima.
“Quell’altra volta, però, alla penultima giornata. Sempre al Manuzzi. Contro il Como. Altro 1-0 che è passato alla storia”.

Otto gennaio millenovecentottantanove. Le dice qualcosa questa data?
“Ho già 60 anni, con le date faccio un po’ fatica (risatina, ndr). Un aiutino?”

Se le dico Gullit, Van Basten e Rijkaard le viene in mente qualcosa?
“Ma certo! Mamma mia, che vittoria! Quello era il super-Milan di Sacchi. Il Milan che poi, qualche mese dopo, riuscì ad aggiudicarsi la Coppa dei Campioni”.

Gli operai della pedata ‘targati’ Edmeo Lugaresi che mandano al Diavolo i campioni del Berlusca: che spettacolo!
“Anche perché, quel Milan, era davvero stellare. Ed all’epoca, fare lo sgambetto agli squadroni, era complicatissimo. Non è come nel calcio di oggi dove, una provinciale, ogni domenica può sempre combinare lo scherzetto a una big…”

A decidere quella sfida fu la meteora svedese Holmqvist.
“Baresi e compagni, quella domenica, dopo il nostro gol le provarono tutte pur rimettersi in carreggiata. Ma il Cesena, anche grazie a un paio di strepitose parate di Seba Rossi, riuscì a reggere sino alla fine. Noi, se non erro, in 90' riuscimmo a superare la metà campo tre o quattro volte…”

Che tra l’altro lei, in quella partita, fece addirittura il libero…
“Il Cesena arrivò a quella gara con la difesa a pezzi. Bigon mi chiese un sacrificio. Le cose andarono bene. Ma, scherzi del destino, quella è stata la mia prima ed ultima volta in cui mi sono esibito di dietro…”

Domini, a Cesena, ha fatto vedere tante belle giocate. Ma ha segnato pochi gol.
“Pochi ma… buoni. Tra questi mi piace ricordare un mio gol segnato al Manuzzi contro il Bologna. Oppure quella rete rifilata a Torino alla Juventus di Laudrup”.

A proposito di Juve. Con lei non possiamo non parlare di quella famosa partita del 1990.
“Non mi vorrete mica far parlare ancora di quella storia di Marocchi?”

Proprio così.
“Su quella vicenda si sono scritti inutilmente fiumi d’inchiostro: al signor Marocchi, ovviamente, io non ho mai chiesto di pareggiare quella maledetta partita. Mai e poi mai…”

Una volta per tutte: cosa successe dopo l’1-1 siglato da Bonetti?
“A Marocchi dissi una di quelle frasi che sui campi di calcio possono anche saltare fuori. Una frase del tipo ‘Ora che avete pareggiato, ora che manca poco alla fine, non vorrete mica romperci i coglioni fino alla fine?’. Apriti cielo! Marocchi a fine gara in sala stampa fece scoppiare la bomba…”

Il centrocampista juventino accusò pesantemente Domini e il Cesena.
“I giornali, all’indomani, si scatenarono. Scattò pure un’inchiesta federale. Io mi presi anche incredibilmente due giornate di squalifica. Ma alla fine (anche grazie alle deposizioni rilasciate da mister Zoff e da altri giocatori della Vecchia Signora, ndr) il caso di tentata combine fu prontamente archiviato”.

Perché, dopo quel biennio gonfio di soddisfazioni, abbandonò il Cesena?
“Io non ci volevo mica andare alla Lazio. Avevo ancora un anno di contratto col Cesena. A Cesena stavo bene. Ma Edmeo Lugaresi, una sera di fine primavera, mi prese per sfinimento”.

In che senso?
“Stavo partecipando in Piazza del Popolo alla festa salvezza coi tifosi. A un certo punto Edmeo mi prese sottobraccio e mi disse ‘Vieni Sergio, andiamo a farci un giretto. Ti devo dire una cosa. Ti rubo solo due minutini…’ Quel giretto durò un’ora e mezza…”

Lugaresi Senior come riuscì a farle accettare il trasferimento nella Capitale?
“Mi disse almeno 20 volte che il Cesena, con la vendita del mio cartellino, sarebbe riuscito a guadagnare qualche soldino… pesante. Io all’inizio provai  a battagliare. Ma poi, stremato, issai bandiera bianca. Pur di liberarmi di quel pressing così asfissiante, dissi al Presidente che all’indomani sarei passato in sede per firmare tutte le pratiche…”

Chissà poi perché, un grande ex bianconero come Domini, non hai mai allenato le giovanili del Cesena.
“Questa domanda, in tutti questi anni, me la sono fatta mille volte. Ma, ogni volta, non sono mai riuscito a darmi una risposta”.

Forse il mitico Dominik non è mai stato arruolato nel Baby Cesena ‘soltanto’ perché è un personaggio troppo sincero che non cede mai a compromessi?
“Non lo so, davvero. Questa cosa bisognerebbe chiederla alle dirigenze che hanno regnato a Cesena negli ultimi 25 anni. Praticamente, una possibilità di allenare, l’hanno data a tutti. Tranne che al sottoscritto…”

Fronte Europei: l’Italia riuscirà a battere il Belgio?
“Il Belgio è un osso duro. Un buon gruppo infarcito di ottime individualità. Ma per me, gli azzurri, hanno ottime chances di riuscire a passare il turno. Mi avrebbe fatto più paura una partita contro il Portogallo di Ronaldo…”

Come sta il calcio nostrano?
“Non stiamo attraversando uno dei momenti migliori della nostra storia. Ma, in chiave futura, sono moderatamente ottimista. In Italia stanno crescendo dei giovani di prospettiva. Tra 3-4 anni raccoglieremo sicuramente i frutti di questo lavoro…”

Magari l’Italia di Mancini riesce a fare il miracolo subito…
“In questo pazzo Europeo, lo avete visto anche voi, può succedere di tutto. E se l’Italia riesce ad arrivare in semifinale…”