Aspettando il Monza, Mignani rimane solo al centro del turbine
Mister Mignani si rantola avanti e indietro per tutta l’area tecnica nei pressi della panchina del Castellani: un uomo solo, principale imputato di risultati che non arrivano più e custode di una verità che nessuno vuole ascoltare. Nonostante il punto raccolto il periodo rimane grigio, tanto per usare un eufemismo. Sul campo continuano a susseguirsi errori tattici evidenti, frattanto fuori la comunicazione seguita a farsi via via più spigolosa. Quasi a voler respingere con i nervi un destino che sembra già scritto.
Forse il cuore della questione non si nasconde dietro i fili d’erba del rettangolo verde, bensì nei corridoi della sede sociale. Lì regna un paradosso spietato: Mignani non è stato esonerato dopo il crollo accusato dalla sua squadra negli ultimi due mesi, al contempo non è stato nemmeno supportato. È sospeso in un limbo istituzionale che sa di abbandono.
Mentre il tecnico affonda sotto il peso delle critiche, i dirigenti bianconeri sembrano guardare altrove. E se qualcuno fosse troppo impegnato a discutere il sempre più probabile rinnovo contrattuale con la proprietà per occuparsi della crisi tecnica? Che si tratti della solita cinica legge delle grandi aziende? Si mette in sicurezza il proprio domani mentre la casa comincia ad andare a fuoco oggi?
In attesa della prova odierna contro un Monza che pare inarrestabile, nell’ultima puntata della live abbiamo parlato pure di questo: nel Cesena c’è di deve ancora scoprire che il futuro dentro e fuori dal campo si costruisce anche con la dignità di chi non lascia i propri uomini soli.
