Piangerelli: "Il calcio giovanile è cambiato"

Le parole di Luigi Piangerelli a Lune di Sport su Tele1
25.02.2014 07:01 di  Redazione Tuttocesena.it   vedi letture
Piangerelli: "Il calcio giovanile è cambiato"
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© foto di Federico De Luca

Continua a gonfie vele il lavoro di Luigi Piangerelli all'interno del Settore Giovanile bianconero ed è stato ospite alla trasmissione tv Lune di Sport in cui ha analizzato diversi temi. "La scelta di questo ruolo è nata per caso, credevo mi proponessero un ruolo da allenatore, ma ho accettato con entusiasmo. Mi piace lavorare con i giovani e ne sono orgoglioso ma c'è grande responsabilità e ci vuole molto impegno". Nel campionato Primavera la rosa di Angelini ha visto inanellare due vittorie consecutive, l'ultima strepitosa ai danni dello Spezia per 3-0. "Venivamo dalla vittoria in casa contro la Sampdoria, ma credo che la nostra formazione sia forte anche se ad inizio stagione ha stentato. Abbiamo puntato su figure molto giovani in estate infatti altri li abbiamo mandati in prestito, ma c'è qualità. Qualcuno di questi ragazzi potrebbe arrivare in prima squadra, come ha fatto Yabrè che si allena stabilmente con Bisoli". Nei campionati italiani, come ha tuonato Arrigo Sacchi, c'è poca convinzione nel schierare i più giovani in campo. A Cesena, in questa stagione, c'è però questa tendenza. "In Italia si considerano i giovani mai pronti ma bisogna aver coraggio e buttarli nella mischia. Per farli crescere occorre farli giocare e concedere a loro qualche errore. Noi a Cesena ci stiamo provando, basti ricordare l'esordio di Moncini in B che è un classe '96. Forse ai tempi di Edmeo Lugaresi avevamo più coraggio, ma allo stesso tempo siamo lì ai vertici per giocarci la promozione in Serie A e non possiamo nemmeno bruciare i ragazzi, occorre farli maturare". Qualche settimana fa presso la sede Technogym è approdato Cesare Prandelli con il suo entourage ed ha toccato un tema piuttosto delicato: sono i genitori che pretendono troppo dai loro figli. "Vogliamo far crescere anche loro sotto diversi aspetti. Creano troppa ansia ed enormi aspettative nei ragazzi che non fanno bene".

Difficile però competere per le piccole società nei tornei giovanili contro i grandi club che possono disporre di enormi budget. "Il calcio è cambiato dai miei tempi. Le squadra di rilievo compravano giocatori pronti, ora invece acquistano molti giovani in tutta Italia ma soprattutto dall'estero. Basti pensare che la Juventus dispone solo per il settore giovanile 12-13 milioni di euro e quindi possono prendere i ragazzi ancora prima che arrivino addirittura in Primavera. La loro mentalità è cambiata ma occorre collaborare con questi grandi club". La situazione all'estero è ancora più estrema, basti guardare il Barcellona che ha tracciato la via e tutte le altre società ad inseguire, come il Bayern Monaco. "Ci sono differenze tra i criteri di crescita. Noi insegnamo le conoscenze fondamentali ed a giocare a calcio, cercando di far apprendere più ruoli e quindi permettere ai bambini di adattarsi a diversi moduli. Invece all'estero prevale l'aspetto tecnico e la ricerca di giovani che possano contribuire al gioco della prima squadra". In casa Cesena è venuto a mancare di recente Corrado Benedetti, alla guida proprio di una formazione delle giovanili del Cavalluccio. "Abbiamo perso l'allenatore con più esperienza. Era una figura preparatissima e molto adatta a far crescere i giovani. Mi han sorpreso la dedizione, l'umiltà, la tenacia impresse nel suo lavoro nonostante avesse condotto formazioni in prima squadra. C'è grande amarezza, Corrado ha arricchito tutti, anche noi adulti, ma la malattia lo ha colpito".