Un biscotto squisito ... di alta pasticceria siciliana

Collaboratore del Corriere Romagna e radiocronista per Radio Bruno. È inoltre autore di diversi libri sulla storia del Cesena, tra cui "L'appassionante viaggio del Cesena Calcio (1940-2010)". Il suo idolo da bambino era Giuliano Bertarelli.

13.04.2011 01:43 di  Giovanni Guiducci   vedi letture
La figurina di Giuliano Bertarelli (Panini 1973-74)
La figurina di Giuliano Bertarelli (Panini 1973-74)

Un flusso anomalo di scommesse sul pareggio in Palermo-Cesena aveva fatto presagire il rischio di un “biscotto” e l’incredibile 2-2 non ha fatto altro che confermare i sospetti della vigilia. Del resto si sa come vanno certe cose a fine stagione.
Come spiegare diversamente la doppia rimonta di una squadra rimasta in dieci contro un avversario che fino al 90° aveva sempre tenuto in mano la gara?
E poi come hanno potuto prima Kurtic e poi Hernandez fallire il terzo gol a tu per tu con Antonioli? E che dire della mano galeotta di Bovo che al 96’ avrebbe regalato al Cesena il rigore se non ci avesse subito pensato Giaccherini a buttarla dentro?
Anche i tifosi hanno voluto condividere questo spirito amichevole: quelli bianconeri gridavano “Palermo, Palermo” e quelli rosanero rispondevano “Cesena, Cesena”. E alla fine persino l’arbitro si è fatto coinvolgere: c’era bisogno di concedere tutto quel recupero, ben sei minuti?
Quanto alla rissa finale tra i giocatori in campo, è stato solo un abile modo per sviare i sospetti. Nelle vere risse si arriva alle mani, come Lumezzane insegna.
Nonostante tutto ciò c’è sempre quello che non si era accorto di niente e per poco al gol del pareggio di Giaccherini non moriva davvero di infarto sulle tribune del Barbera. Per la prossima volta si consiglia un soporifero 0-0 stile Chievo-Sampdoria. Intanto gustiamoci questo dolcissimo biscotto alla faccia dei maligni e degli invidiosi.