Tante buone ragioni per non cedere Galvagno e Tosku in prestito

I due astri nascenti hanno brillato nello scorso campionato primavera, conducendo il Cavalluccio sino alle semifinali per il tricolore.
23.07.2026 07:00 di  Cristiano Comelli   vedi letture
Tante buone ragioni per non cedere Galvagno e Tosku in prestito

In comune hanno tre caratteristiche: appartenere alla Primavera del Cesena, essere punte centrali e disporre di un pungiglione affilato che si è infilzato nelle reti di parecchie squadre dello scorso campionato di Primavera 1. Filippo Galvagno e Frederik Tosku sono le nuove frontiere del calcio di bianconer vestito. E se il primo è stato purtroppo frenato momentaneamente da un infortunio che lo indurrà a una diserzione forzata dal rettangolo verde per parecchi mesi, il secondo è invece in rampa di lancio e attenzionato anche da alcune compagini di serie C.

I due valori aggiunti della Primavera cesenate e della zona offensiva
Come di consueto, i numeri accendono, rispetto alle parole, una luce più vivida sulla realtà. Se il Cesena ha concluso il campionato di Primavera 1 ormai alle spalle al terzo posto con 67 punti finendo sul podio dopo Fiorentina e Parma e proseguendo la sua esperienza nei play-off, molta acqua al mulino l’hanno sicuramente portata loro. Diciassette le reti di Galvagno, dodici quelle di Tosku, totale 29 sulle settanta complessivamente messe a segno dal Cesena. Numeri che hanno consentito alla Primavera bianconera di sedersi sul trono del girone per quanto riguarda le reti realizzate insieme con la Fiorentina. Ventinove su settanta significa oltre un terzo. Ed è la misura di come le turbìne del Cesena si siano movimentate molto della loro energia offensiva. E, tanto per gradire, le loro prodezze realizzative hanno consentito ai cesenati di guardare dall’alto Roma, Bologna, Inter, Atalanta, Juventus e Milan e scusate se è poco.

L’evoluzione di Filippo Galvagno
L’impegno attuale di Galvagno è proteso anima e corpo al percorso riabilitativo a cui si deve sottoporre dopo l’intervento chirurgico di riduzione della frattura del malleolo mediale che ha subito. I tempi di recupero sono incerti ma, visti i risultati ciclopici ottenuti la scorsa stagione con la Primavera 1, il Cesena è dispostissimo ad aspettarlo scommettendo su un suo futuro luminescente. Originario del Piemonte, più precisamente di Alba dove è nato il 27 febbraio 2007, ciclista mancato, Prima con il Chieri, Galvagno ha cominciato a scrivere una storia in bianco e nero (ma solo per le cromature della sua casacca, perché la sua biografia calcistica è fatta di colori ultravivaci) nel 2023-24 con la Primavera 2. Non scese in campo, ma si fece le ossa per prepararsi a farlo con slancio e determinazione per la stagione successiva quando, tra Primavera 1 e Under 18, mise insieme 38 presenze segnando 13 reti e fornendo due assist. Nella sfida dei trentaduesimi di finale vinta dalla Primavera 2 cesenate con il Pisa per 5-3 dopo i calci di rigore entra al minuto 80 sostituendo, nemmeno a farlo apposta, proprio Tosku con cui è diventato il gemello del gol in versione romagnola. Con la Primavera scende in campo sei volte, il resto dell’esperienza, in quella stagione, lo compie con l’Under 18 con cui accede alla fase finale del campionato. Nel 2025-26 sbarca definitivamente nella Primavera e mette insieme altre 39 presenze tra campionato e Coppa, segnando diciassette reti ed effettuando sei assist. Totale dei suoi trascorsi nelle giovanili cesenati: 77 partite, 30 reti, otto assist e 5046 minuti di gioco. Cifre che lo pongono subito all’attenzione della prima squadra che gli avrebbe spalancato probabilmente le braccia subito se non fosse intervenuto l’infortunio a fargli lo sgambetto. Ma la tenacia con cui Galvagno cerca adesso di ristabilirsi è direttamente proporzionale al suo fiuto realizzativo, certificato ormai come notevole e costante. Ergo, molte volte, per saper gustare i frutti più prelibati, occorre sapere aspettare. Il Cesena aspetta. Galvagno pure.

L’evoluzione di Frederik Tosku
A dispetto di quanto potrebbe fare pensare il cognome, Tosku è italianissimo essendo nato a Pavia il 5 febbraio 2006, lo stesso mese del suo alter ego offensivo Galvagno. La sua avventura con la sfera di cuoio tra i piedi non comincia però dall’Emilia-Romagna bensì dalla Lombardia, più precisamente con Inter, Pro Patria e Lugano. È la stagione 2022-23 e Tosku, a sedici anni, dimostra già all’ambiente che cercare il gol è una sua insopprimibile vocazione. Nel 2023-24 il Cesena gli spalanca le porte avendo appreso del suo notevole potenziale realizzativo e lui ringrazierà, sino alla scorsa stagione, con 94 presenze, 24 gol e otto rifiniture.

Marcatori di vaglia, ma non solo
I numeri evidenziati stanno a dimostrare come i due gemelli del gol dell’Adriatico non si limitino a indossare solo il vestito del goleador ma abbiano anche una discreta propensione a fare i distributori di palloni. Mentre però Galvagno interpreta prevalentemente il ruolo di punta centrale, Tosku si è distinto per una maggiore duttilità di impiego potendo essere schierato anche da trequartista, seconda punta e ala su entrambe le corsie.

Possibili alleati di Caprini e Shpendi
Con un Cesena bisognoso più che mai di dare smalto al suo attacco dove è arrivato i giorni scorsi anche l’esterno Maat Daniel Caprini e dove, al momento, risulta ancora abile e superarruolato il prolifico Cristian Shpendi, unico in doppia cifra la scorsa stagione con dodici centri, il loro apporto realizzativo potrebbe risultare molto prezioso. E magari non portare l’albanese a dover sostenere quasi da solo il peso del reparto offensivo come gli era accaduto di fare la scorsa stagione. Si tratterà evidentemente di vedere in quale modo Diamanti, qualora sbarcassero in prima squadra, vorrà impiegarli. Come detto, Tosku risulta maggiormente duttile e in grado di agire su entrambe le corsie ed essendo Caprini un elemento che staziona a sinistra può quindi essere impiegato sulla corsia opposta. Fermo restando che al nuovo tecnico cesenate potrebbe far comodo un mondo schierarlo anche nel ruolo di punta. Ma tutto a suo tempo. Per Galvagno occorre prima ritrovare il prisco splendore di forma, per Tosku entrare stabilmente nell’orbita della prima squadra.

Alcune valutazioni su di loro 
Giuseppe Zucco, tecnico che ebbe modo di allenare Galvagno ai tempi del Chieri Under 15, non esitò a definire il talento della Primavera cesenate un piccolo Vieri che calcia con semplicità disarmante e ha molti colpi dalla sua”. Di Tosku, diversi addetti ai lavori hanno evidenziato la notevole crescita umana e professionale avuta in questi anni e come al Cesena abbia trovato quel terreno fertile per esprimere a fondo il suo talento che altre squadre non gli avevano invece fatto trovare sotto i piedi. Per entrambi i gioielli della Primavera cesenate soffia aria di prima squadra. Adesso non resta che attendere. Per Galvagno un po’ di più visto il masso pesante da rimuovere pian piano che il destino gli ha messo sulla strada.