Valzania e i suoi fratellini bianconeri

Il Bianconero, testata ufficiale del Cesena Calcio a cura del Coordinamento Clubs Cesena, è distribuito allo stadio e nelle edicole in occasione delle gare all'Orogel-Manuzzi dei bianconeri. Anche on line su www.cesenacesena.com
Fonte: Francesco Zani per Il Bianconero
Valzania e i suoi fratellini bianconeri
TUTTOmercatoWEB.com
© foto di Marco Rossi/TuttoCesena.it

La prima squadra del Cesena è solo la punta dell’iceberg: è la manifestazione visibile dei colori bianconeri che rappresentano da sempre la Romagna nel mondo del calcio, la vetrina più scintillante, quest’anno addirittura nella massima serie. Sotto all’iceberg, però, c’è tutto un mondo sommerso che affonda le sue radici e permette alla punta di rimanere in superficie. Questo magico mondo, che in realtà sommerso non è, sono le giovanili del Cesena, grande fucina di talenti da sempre e al centro di molti cambiamenti in questi ultimi anni.
Il Cavalluccio ha bisogno del suo settore giovanile, ha bisogno del propulsore che spinga più forte possibile tutto il movimento attorno al Manuzzi. L’esordio di Luca Valzania, classe ’96, in coppa Italia contro l’Udinese è un evento pieno di significato e carico di bellissime sensazioni. È il giusto premio per il ragazzo di Martorano, già nel giro della prima squadra dallo scorso anno, il quale ha sempre dimostrato impegno, professionalità e voglia di migliorare. È un grande prospetto, ha gamba e personalità e può diventare una mezzala di grande qualità, forse addirittura anche un regista con geometrie importanti. Quello che ruota attorno a Valzania però è ben altro e con questo non lo si vuole certo caricare di troppe aspettative: il suo esordio, la sua bandiera romagnola portata dal vivaio fino alla prima squadra sono il simbolo di una speranza e di un sogno insieme.
Chi indossa la maglia del Cesena fin da quando è un Pulcino deve avere il diritto ed anche il dovere di sognare di arrivare un giorno a giocare al Manuzzi con il Cavalluccio sul petto. Durante la gestione Campedelli-Mancini questa regola d’oro forse si era persa per strada con tante scelte discutibili, tanti ragazzi stranieri portati da fuori e addirittura Sanchez, difensore dell’87, che giocava titolare in Primavera. Quella fra prima squadra e giovanili deve essere come un concerto di musicisti che suonano sulla stessa nota: strumenti diversi utilizzati però per raggiungere la stessa melodia. L’ultimo anno di serie A vennero lanciati fra gli altri Arrigoni e Filippi, poi fu la volta di Urso e Lolli: nessuno ha fatto il salto di qualità, nessuno ha mantenuto quello che aveva promesso. Adesso dopo Valzania in rampa di lancio ci sono Moncini (forse il migliore), Mordini e anche Yabré: sono tutte promesse insieme ai loro fratellini bianconeri. Lo spirito ed il clima a Villa Silvia sembrano essere tornati quelli giusti. Le premesse sono le migliori, adesso manca solo di vederli diventare grandi.