Un muro contro la sfortuna

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29.12.2013 06:18 di  Redazione Tuttocesena.it   vedi letture
Fonte: Fabio Pagliarani per Il Bianconero
Un muro contro la sfortuna
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© foto di Federico Gaetano

La piazza di Cesena è da sempre particolarmente affine a quei giocatori di qualità in cerca di riscatto dopo momenti di autentica sfortuna, sia sotto l’aspetto fisico che ambientale.
La storia di Daniele Capelli ricalca la bella favola di un giovanotto della provincia di Bergamo che un bel giorno venne scoperto e portato in seno alla Dea direttamente dai campi dell’oratorio. Proprio con la squadra del cuore  debuttò in serie A, in una stagione particolarmente sfortunata condita dalla retrocessione tra i cadetti, poi tante presenze e soddisfazioni con la maglia nerazzurra interrotte solo dalle brevi esperienze con Arezzo e Reggina.
Tutto ciò rischiò di scivolare via in un attimo nella tremenda stagione 2011-12, quando, nel giro di pochi mesi, Daniele fu bersagliato dalla malasorte, con la rottura del legamento crociato anteriore del ginocchio destro e poi, dopo essersi ripreso a tempo di record, la frattura della rotula dello stesso ginocchio in allenamento, con il conseguente rallentamento dei tempi di recupero. Una serie di eventi che poteva mettere a tappeto chiunque, ma non lui, che dopo l’intervento chirurgico si è subito prodigato con massacranti sedute in palestra e dal fisioterapista al fine di ritornare al più presto a difendere le sorti della sua Atalanta.
La voglia di riscatto è stato il fattore che ha convito il gigante bergamasco a rifiutare un ruolo marginale all’Atalanta accettando il prestito in riva al Savio, ambiente ideale per recuperare senza fretta il tempo perduto, per poter così ritornare al più presto a calcare i campi della massima serie. Anche se l’arrivo in Romagna è avvenuto proprio all’ultimo respiro della sessione estiva del mercato, il feeling con Pierpaolo Bisoli è stato immediato, con il tecnico di Porretta folgorato dalla grinta e dal vigore fisico profusi da Capelli durante gli allenamenti.
In pochissimo tempo è riuscito a fugare i dubbi sulla sua tenuta fisica, riacquistando sicurezza in ogni suo intervento difensivo e creando con il compagno di reparto Massimo Volta la miglior coppia centrale della categoria, a detta dei principali esperti del settore. Proprio con Max ha dato vita gli intermezzi più divertenti della sua avventura bianconera, con la gestione dei movimenti difensivi interamente in dialetto lombardo (uno in bergamasco, l'altro in bresciano), ulteriore misura preventiva adottata per disorientare ancora di più gli avversari di turno.
Se la difesa bianconera è tra le meno perforate del campionato, lo deve molto alla resistenza del “Muro di Grumello” (suo paese di residenza), un muro invalicabile, più forte di tutto, anche della sfortuna.