Un incrocio Perico…loso tra le mura amiche

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Fonte: Fabio Pagliarani per Il Bianconero
Un incrocio Perico…loso tra le mura amiche
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© foto di Luca Gambuti/Image Sport

Il cammino verso la salvezza è sempre pieno di trappole e di insidie, come il prossimo match casalingo contro l’Inter, avversario che in terra di Romagna non ha mai conosciuto l’amarezza della sconfitta. Un vero e proprio incrocio pericoloso, superabile solo con il cuore e una buona dose di intelligenza tattica, le armi dei “poveri”, come diceva un grande saggio quale Carletto Mazzone.
Proprio in queste occasioni è l’esperienza a giocare un ruolo determinante e per mister Bisoli c’è l’opportunità di pescare nel mazzo affidando la fascia destra al sempre duttile Gabriele Perico che questo avvio di campionato lo ha passato per lo più all’ombra di Daniele Capelli, difensivamente perfetto, ma con qualche esitazione di troppo in fase di impostazione.
Sarebbe una mossa tattica con lo scopo di abbassare il baricentro di una compagine schiava del 3-5-2 di Mazzarri, che produce gioco solo sulle corsie esterne, avendo una linea mediana non proprio entusiasmante. Una missione sulla carta complicata per Perico, il quale dovrebbe svolgere il doppio compito di tenere a bada levrieri col vizio del goal come Nagatomo e D’Ambrosio - con la variante Dodò sempre in agguato -  e nel contempo creare qualcosa in fase offensiva.
Nessuna paura per uno che vincendo tante sfide è arrivato fino al paradiso della serie A.
Nativo di Bergamo, Perico è uno dei tanti prodotti del florido vivaio orobico, ma è maturato in provincia vestendo i colori dell’Albinoleffe. Con la compagine seriana ha vissuto una lunga parentesi, iniziata in sordina coprendo le spalle al “quartetto difensivo storico” composto da Garlini-Teani-Sonzogni e Regonesi,  che in un anno e mezzo gli ha concesso solo 9 presenze.
Per trovare continuità venne ceduto in prestito al Monza, dove le sue sgroppate sono state fondamentali per trascinare i brianzoli ad un passo dalla promozione in B, svanita solo nella finale play-off contro il Pisa.
Sogno che è sfumato anche nella successiva stagione 2007-‘08, all’apice della storia dell’Albinoleffe, dove nel frattempo era rientrato, con un’altra sconfitta in finale play-off contro il più blasonato Lecce. È stato quello un periodo d’oro per la squadra lombarda, con tanti giovani che hanno spiccato il volo verso il palcoscenico della serie A, basta citare i vari Marchetti, Ruopolo, Laner e Peluso. Per Perico c’è voluto qualche anno in più, indispensabile per raggiungere lo status di giocatore completo, quello che serve al Cesena per rimanere tra i grandi del calcio italiano.