Un guerriero gentiluomo

15.11.2013 14:25 di  Giovanni Guiducci   vedi letture
Fonte: Fabio Pagliarani per il Bianconero
Un guerriero gentiluomo
TUTTOmercatoWEB.com
© foto di Marco Rossi/Tuttocesena.it

Se è vero che nel calcio le bandiere non esistono più, Giuseppe De Feudis rappresenta un'autentica eccezione nell’attualità pallonara del Bel Paese, essendo questa la sua sesta stagione di permanenza in Romagna, senza contare tutte le numerose volte in cui è stato ceduto in prestito per un motivo o per l’altro.

Rivolgendo in nastro, non può non tornare in mente quel ragazzino taciturno che, nella torrida estate del 2003, si presentò in ritiro con la faccia e gli atteggiamenti da bravo ragazzo, racchiudendo però nel rettangolo verde lo spirito di un Samurai. Qualità forse non comprese immediatamente da un tecnico pur di grande valore come Fabrizio Castori, anche per l’ingombrante presenza di un certo Manolo Pestrin, decisamente più estroverso e potente del nostro Beppe e imprescindibile negli schemi del mister di Tolentino. Proprio la partenza di Pestrin verso i lidi della massima serie permise al soldatino di Bollate di far decollare la propria esperienza in maglia bianconera, guadagnandosi i galloni da titolare e l’appellativo di “Conte”, come giusto premio per l’indole battagliera racchiusa in una nobiltà d’animo.

In un mondo dove spesso e volentieri l’apparire viene prima dell’essere, la sua figura veniva costantemente messa da parte ad inizio stagione, per poi essere prepotentemente riportata in auge, con reciproca soddisfazione delle parti; fu così anche con mister Pierpaolo Bisoli, che lo trasformò in poco tempo da panchinaro con la valigia in mano al regista più importante della serie B, vinta anche grazie alle sue geometrie e al suo modo di intendere il ruolo, forse un po' schematico, ma allo stesso tempo concreto e redditizio.

Ciò che porta l’essere umano a spingersi al di là dei propri limiti e delle proprie possibilità è anche la ricerca delle gratificazioni personali e in tal senso a De Feudis è stato fatto mancare qualcosa, quando gli fu negato il debutto con la casacca del cuore in quella serie A conquistata sul campo.

A seguito di ciò ci si è spesso domandati quale sia stata la scintilla capace di far ritornare al “Conte” la voglia di rimettersi in gioco in una piazza che lo ha sempre amato, ma mai premiato ad alti livelli. La risposta sta tutta in quell’applauso caloroso che il pubblico del Manuzzi gli riservò, nelle vesti di avversario di turno, durante Cesena-Padova della stagione passata, segno tangibile che oramai Beppe è entrato nel club delle bandiere bianconere, perché per diventare una bandiera non basta essere bravi, ma anche gentiluomini.