Tre indizi per risolvere il rebus della B
La vittoria di Carpi ha fatto esplodere l'entusiasmo bianconero. Tre punti che valgono tantissimo per il Cesena, che in Emilia è riuscito in quello che a Lanciano e contro il Palermo non era accaduto, ovvero monetizzare la superiorità territoriale nei confronti degli avversari.
I segnali tecnico-tattici che la squadra ha dato a Bisoli sono importanti ed impossibili da non considerare. Tre indizi che forniscono una prova preziosa per risolvere il rebus della B.
Prima di tutto, il blitz di Carpi è arrivato senza l'apporto attivo di Cascione (uscito per infortunio nel primo tempo) evento che, numeri alla mano, non era ancora accaduto da quando il tecnico di Porretta si è affidato alla qualità del centrocampista ex-Pescara, come mediano davanti alla difesa. Vincere senza Cascione ora è possibile, grazie ad un centrocampo rimpolpato e traboccante di fame e talento, grazie agli innesti di Belingheri e Gagliardini, giovane che ha già conquistato tutti con le sue grandi qualità.
Indizio numero due: se la salute assiste Rodriguez, la rete arriva. La media-gol dello spagnolo è incredibile e si può paragonare, con le debite proporzioni, a due ex animali del gol come Montella e Inzaghi. Peter Pan vive per gonfiare la rete avversaria e per librarsi sotto la Curva con la sua tipica esultanza, con la spensieratezza che un ragazzo di ventidue anni deve avere. A Carpi si è guadagnato il rigore decisivo e lo ha calciato con freddezza e determinazione: prendersi questa responsabilità, con il pallone che pesava una tonnellata, è un segno inequivocabile di un cammino imboccato verso la maturità.
Il vero ago della bilancia, e questo è il terzo indizio, però è D'Alessandro. Bisoli a Carpi ha adottato il 4-3-2-1 “zoppo”, per permettere alla freccia romana di valorizzare al meglio le sue devastanti caratteristiche nel dribbling. Consentire al numero 7 bianconero di agire nella sua zona di campo preferita, anziché relegarlo in posizione più centrale, garantisce al Cesena una pericolosità notevole, specie nelle ripartenze. Da qui alla fine del campionato, sarà fondamentale sfruttare appieno le sue doti, anche se gli avversari gli riservano un trattamento speciale, fatto di falli e marcature triplicate. Mettere più uomini su D'Alessandro significa non averne in altre zone del campo, dove il Cesena può far male.
I bianconeri hanno alzato la testa nel traffico della caotica zona play-off ed ora contro il Trapani, serve l'ennesima dimostrazione di carattere, qualità che non è mai mancata al Cavalluccio e che con quei tre piccoli indizi, ora si sente più forte.
