Quando il genio è anche regolatezza

31.10.2013 10:48 di  Redazione Tuttocesena.it   vedi letture
Fonte: Fabio Pagliarani per Il Bianconero
Quando il genio è anche regolatezza
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© foto di Marco Rossi/Tuttocesena.it

Chi non ricorda le bizze a cui il pubblico del Manuzzi dovette assistere prima di godersi a fondo la vera maturazione del “Genio di Forlì” Emiliano Salvetti? Tutto ciò non sembra appartenere al talentuoso Luca Garritano, giovanissimo attaccante tascabile classe 1994, atteso dalla stagione della definitiva consacrazione.

Solitamente al talento si associano comportamenti bizzarri in campo e fuori, indisciplina tattica e scarsa coesione caratteriale con il restante gruppo. Invece, con piacevole sorpresa, abbiamo scoperto un ragazzo pane e salame, aggregatosi alla truppa in punta di piedi, umile e generoso negli allenamenti, sempre in silenzio ad inizio campionato quando il mister lo relegava spesso in panchina nonostante un precampionato strepitoso. Poi arriva il Lanciano, siamo nel secondo tempo, il Cesena macina gioco ma gli abruzzesi concretizzano, Bisoli non sa più a che santo votarsi, si volta verso la panchina e fa segno al giovane Luca di entrare in campo. Il suo impatto sul match è lampante, sembra la diretta continuazione del precampionato, addirittura sfiora il goal del pareggio nel recupero.

Da qui incomincia la svolta, il peperino calabrese guadagna sempre più posizioni di gradimento, che culminano con i galloni da titolare a Castellammare di Stabia, suggellati da una pregevole rete dopo un fraseggio stupendo con il compagno di reparto Davide Succi. La gara in casa con il Bari è storia recente, sappiamo tutti come è andata, ma ci ha fornito un’altra conferma di come il nostro numero 16 appartenga alla categoria dei “genietti”. Osservandolo si capisce chiaramente di come il suo cervello possa viaggiare il doppio rispetto a quello degli altri, in campo per lui è ovvio ciò che per gli altri è impossibile.

Nonostante le grandi qualità possedute, Luca non è stato esente dalla gavetta, per sfondare nel mondo del calcio bisognava lasciare la Calabria ed immergersi nella vita di una grande metropoli come Milano. Per un comune ragazzino l’impatto poteva essere devastante ed invece Luca si è integrato in fretta, bruciando le tappe, vincendo praticamente tutto in ambito giovanile e addirittura debuttando ancora minorenne in serie A ed in Europa League con la società nerazzurra. Gli almanacchi sembrano confermare che anche la componente genetica abbia fatto la sua parte, essendo Luca il nipote di un certo Salvatore Garritano, guizzante attaccante-ala degli anni ’70-'80, la cui carriera fu però pesantemente frenata dagli infortuni. Se anche il dna non mente, viene spontaneo augurarsi che le buone prestazioni fin qui offerte dal nuovo“Golden Boy” bianconero, siano solo l’inizio di una brillante e sfolgorante carriera nell’olimpo del calcio italiano.