Pallone, mare e... lasagne
Ospite lunedì sera a 'Scarpini', programma radiofonico di Radio Studio Delta, Luca Garritano ha parlato di calcio, ma non solo, spaziando anche in temi che non toccano il campo. Il fantasista ha lasciato la sua Cosenza a 14 anni in direzione Milano, sponda neroazzurra. "All'Inter ho passato degli anni fantastici. Al momento del mio trasferimento si era fatta avanti anche la Fiorentina, ma da uomo del Sud che sono la parola data è importante. A quella età è stato un po' triste lasciare tutto ma devo molto a loro perchè mi hanno offerto tanto. Ho dei ricordi bellissimi e la gente è fantastica. Ricordo che eravamo in un convitto con i ragazzi del Milan quindi quando c'era il derby era un casino. Quando invece vincemmo lo Scudetto con i Giovanissimi Nazionali il Presidente Moratti ci regalò un orologio che porto anche ora al posto". La famiglia però è sempre stata presente. "Mi sono stati vicini un po' tutti, da mio padre a mio zio. Mi hanno aiutato molto nelle decisioni da prendere e gioito per i successi e confortandomi magari quando le cose non andavano bene. E' un vantaggio avere dei familiari che come me hanno intrapreso lo stesso percorso". Affiora alla mente anche un particolare aneddoto raccontato dallo zio Salvatore. "Mi ricordo quando mi disse che vinse lo Scudetto col Torino e fece un gol a 20 anni contro il Milan. Posso dire che è stato uno degli artefici di quel successo importante". Ripercorrendo la carriera eccolo sbarcare a Cesena. "Mi sono trovato bene sin da subito in Romagna, ho dei compagni fantastici. Dispiace per la sconfitta col Latina, noi siamo lì, non vogliamo mollare. Un mio difetto è fare gol, non è facile, dovrei farne di più". Singolare è il rapporto con Rodriguez, il suo compagno di stanza. "Litighiamo per i suoi capelli, sono sempre sul lavandino (ride, ndr). A parte gli scherzi andiamo molto d'accordo, siamo quasi della stessa età". C'è un rapporto speciale anche con Defrel fuori dal campo. "Ascoltiamo molta musica. Lui è un cuffiettaro, io sono più umile e ho le cuffiettine piccole (ride, ndr). Solitamente nel pre partita ho una playlist di 10 brani che uso per caricarmi". Terminato il campionato arriveranno le meritate ferie. "Tornerò a casa. Poi se riesco vorrei anche andare all'estero una settimana con la mia fidanzata però sempre in una località marittima perchè mi piace nuotare. Ad esempio l'Egitto o il Madagascar, posti paradisaci. Mi piacerebbe rilassarmi per una settimana dopo quasi 10-11 mesi di pedalata. Serve staccare la spina. Sicuramente tornerò ingrassato, mia madre mi vede sempre sciupato. Il piatto preferito? Le lasagne". Col finire della stagione, il calcio mondiale ha visto dire addio a tre grandi bandiere come Zanetti, Giggs e Puyol. "In questo mondo girano tanti soldi e di bandiere ce ne sono sempre meno. Fa strano non vederli più giocare dopo carriere così lunghe. Hanno dato tanto al mondo del pallone ma sono sicuro che ne verranno fuori altre bandiere. Zanetti è una grande persona, anche fuori dal campo. Ora fa il dirigente dell'Inter; Giggs invece credo voglia diventare allenatore e può insegnare molto. Puyol ha tanto carisma, potrebbe fare anche lui il tecnico". Al di fuori del pallone però c'è altro, soprattutto per il post carriera. Lo studio non va trascurato da giovani, quando si cerca di emergere e poi di affermarsi. "La propria cultura personale è importante. L'obiettivo mio era il diploma, il fatto di prepare l'esame finale e a tensione ti rende una persona migliore".
