La società è di fronte ad un bivio
La matematica non condanna il Cesena... ma la logica sì. La sconfitta contro il Cagliari è stata praticamente una sentenza per i bianconeri, che torneranno a giocare al sabato nella prossima stagione, retrocedendo in serie B. Ormai le speranze sono ridotte al lumicino e se prima la salvezza era un’impresa, ora questa possibilità prende la forma del miracolo sportivo.
I numeri parlano chiaro: 8 punti di distacco dal primo posto utile per rimanere nella massima serie, ovvero quasi quanti raccolti dal Cavalluccio in 18 partite (9 punti). Un girone d’andata che definire disastroso non è affatto eccessivo. La ruota della fortuna bianconera non è di certo girata nel verso giusto, ma ormai il tema è stato sviscerato molto dettagliatamente e c’è solo una frase da poter dire: il Cesena, questo Cesena, non è adeguato alla serie A.
Come quando arriva un bel successo, il carro dei vincitori è pieno in ogni ordine di posto, così quando il fallimento è alle porte, la responsabilità è di tutti i partecipanti, nessuno escluso. Si parte dalla società, che non ha saputo investire nella maniera migliore le poche risorse a disposizione. Il continuo cercare di correggere errori precedenti (l’arrivo di Almeida per il mancato ingaggio di una punta nella sessione estiva; il cambio dell’allenatore) ha scoperchiato di fatto una scomoda verità: le valutazioni fatte in fase di costruzione della stagione si sono rivelate errate.
In panchina gli sbagli non sono mancati. Dall’atteggiamento iperdifensivo di Bisoli in partite chiave, all’inspiegabile gestione di ruoli e cambi di Di Carlo: due allenatori molto diversi fra loro, che hanno raccolto in pratica la stessa polvere. Se dagli allenatori non è arrivata la scossa giusta, la colpa è anche e soprattutto del materiale che avevano a disposizione. Una rosa lunga, infarcita da giocatori che si sono rivelati o inadatti alla categoria, o troppo acerbi, oppure ancora lontani dal progetto e dal contesto richiesto.
In questo scenario vanno collocati anche i tifosi, i quali hanno creato una frattura tra pro e contro Bisoli, che durante tutta la stagione ha alimentato le polemiche e i malumori.
A quattro mesi dal rompete le righe ora il mondo bianconero è di fronte ad un bivio: iniziare già a pensare alla prossima stagione in B, oppure giocarsi il tutto e per tutto nel girone di ritorno, sperando in una salvezza da scrivere a caratteri cubitali nella storia non solo del Cesena, ma probabilmente in quella del calcio. Alla società l’ardua sentenza.
