La differenza tra una buona squadra e una squadra vincente
Il big match contro il Palermo giunge nel momento migliore per il Cesena. Dopo una vittoria netta (Varese), un’altra sofferta (Crotone), è arrivato un pareggio nel viaggio a Lanciano che, per com'è maturato, lascia tanto amaro in bocca, ma è certamente un monito importante per i bianconeri: se non si chiude la partita, l'imprevisto è sempre dietro l'angolo.
Una lezione da scolpire sul muro degli spogliatoi del Manuzzi come memento, che deve spingere Succi e compagni ad essere spietati, con quella fame che segna il divario tra le squadre buone e quelle vincenti.
Il mundial-gol di Comi non ha tirato fuori gli scheletri di paura dall'armadio come poteva succedere nel girone d'andata, ma ha dato consapevolezza ad un gruppo che, partita dopo partita, si scopre forte e compatto. La battuta d'arresto di Lanciano può essere quindi accolta come un ritorno sulla terra, ma solo per prendere maggiore slancio per un salto più alto.
In questo senso, il Palermo offre tutti gli stimoli necessari per alzare l'asticella: i rosanero sono la capolista e la squadra favorita per il successo finale, senza dimenticare il match d'andata dove i bianconeri furono penalizzati dalle decisioni arbitrali. Sarà una partita entusiasmante in cui il vero fattore dovrà essere il pubblico, che può davvero fare la differenza in una sfida del genere.
Dal punto di vista tattico, dopo il 4-3-1-2 di Lanciano, molto probabilmente si tornerà al 3-5-2 già visto nelle prime due sfide del girone di ritorno, anche a causa della squalifica di Consolini. D'Alessandro tornerà sull'out di destra, ovvero la posizione ideale per la freccia romana, in grado di mettere a ferro e fuoco una formazione con vocazione offensiva come quella siciliana. In posizione centrale il numero 7 bianconero non ha demeritato, ma non è riuscito ad essere devastante come gli capita quando può giocare con la linea laterale a suo fianco. A prescindere dalle scelte di Bisoli, D'Alessandro è un apriscatole fondamentale per lo scacchiere del Cesena.
Se l'assetto difensivo può variare, sembra ormai chiaro che la strada delle due punte è quella che offre le maggiori garanzie, anche grazie alle caratteristiche degli attaccanti. Sono tanti i tandem possibili da schierare e tutti sembrano sensati e compatibili con il gioco della squadra. Quattro punte per due maglie: con questa varietà, Bisoli potrà fare le proprie valutazioni sullo stato di forma di ogni singolo, durante la settimana. L'istinto di Rodriguez, l'esperienza di Succi, la velocità di Defrel ed i colpi di Marilungo impreziosiscono un parco attaccanti finalmente vario e affidabile, nel quale uno o due elementi è inevitabile che si siedano inizialmente in panchina, ma che possono poi diventare determinanti a gara in corso.
