L'allievo prediletto
Uno dei capisaldi della gestione Bisoli è sempre stato il valore della meritocrazia, la capacità di non guardare in faccia a nessuno mettendo al primo posto il bene del collettivo, senza figli né figliastri.
In realtà Massimo Volta rappresenta per il tecnico di Porretta Terme una sorta di allievo prediletto, da oramai quattro stagioni, seppur inframmezzate da parentesi più o meno sfortunate.
Non è un caso che i maggiori progressi nella carriere di Max si siano manifestati nelle annate 2007-‘08 con la casacca del Foligno e 2009-‘10 in riva al Savio, dove contribuì a rendere la difesa bianconera la meno battuta d’Europa con appena 29 reti incassate. Un rendimento che non lasciò indifferente la dirigenza della Sampdoria, la quale decise di puntare fortemente sul giovane difensore bresciano per puntellare la retroguardia blucerchiata e dare la caccia alla Champions League. Quella che poteva essere la stagione della sua definitiva consacrazione si trasformò, invece, precocemente in un incubo, con l’eliminazione già nel preliminare contro il Werder Brema e addirittura la retrocessione in serie B a fine campionato.
Una crescita calcistica che sembrava essersi arenata, un rapporto con la Sampdoria non più così idilliaco e la necessità fisiologica di cambiare aria verso nuovi lidi lo spinsero a lasciare Genova. Destinazione Siviglia. Approdò al Levante, con la speranza che la “caliente” atmosfera spagnola potesse fornirgli le basi per un rilancio ad alti livelli.
Purtroppo in terra iberica Volta non vide mai il campo, la tristezza e la delusione lo portarono nel gennaio di un anno fa a rifugiarsi nella sua amata Romagna, dove insieme al vecchio maestro Bisioli contribuì alla salvezza di una squadra in pezzi, mentre quest’anno si candida al salto diretto in serie A. Un’impresa che sarà possibile solo mantenendo un ruolino di marcia regolare, senza strappi al motore. Del resto chi meglio di lui può rappresentare il concetto di continuità fisica e tecnica, in un’annata funestata dai continui infortuni?
La prima delle sette finali che attendono i bianconeri sarà la sfida interna contro il Brescia, avversario dal rendimento discontinuo, schizofrenico, capace di sbancare l’Avellino e di perdere in casa contro il Padova, terzultimo in classifica.
Sarà un match che però vedrà Max relegato in tribuna dopo l’abissale ingenuità di Cittadella (con la complicità del compagno Camporese) che gli è costata l’espulsione. Una pausa che speriamo possa fornirgli quella serenità necessaria per dimenticare l’incidente di percorso in terra veneta e ritornare il “Ministro della Difesa” che tutti i tifosi del Cavalluccio conoscono.
