Ha vinto la scaramanzia?
Come si legge su Il Resto del Carlino è stata la promozione delle scaramanzie, tanti piccoli gesti e comportamenti che hanno accompagnata un’intera stagione. Non c’è solo il quadrifoglio portafortuna trovato in estate a Villa Silvia e conservato dal presidente Giorgio Lugaresi. Così il primo comandamento riguardava il Manuzzi: postazioni fisse per la dirigenza, guai a cambiarle. E poi la cravatta fortunata, quella che Rino Foschi ha indossato per tutte le gare e che ha regalato ad un tifoso in curva a Latina il giorno della promozione.
C’era anche la regola che in trasferta Foschi e Valentini si muovevano il giorno precedente la gara: prima di Cittadella non è successo... Ancora Foschi, che da tempo non effettua operazioni di rilievo al martedì e al venerdì.
Altri riti seguiti sono stati mangiare cappelletti in brodo prima delle partite e di non uscire mai al casello di Cesena Nord.
Tutto vero, ma come riferisce il Corriere Romagna, lo stesso direttore generale bianconero Gabriele Valentini ha aggiunto: «In questi ultimi mesi abbiamo vissuto con la scaramanzia, ripetendo gli stessi gesti, andando negli stessi posti e attaccandoci ad ogni cosa che potesse essere di buon auspicio. Ma se siamo andati in A non è stato per la scaramanzia, bensì per una cosa che inizia con la “a” e finisce con la “a”. Si chiama appartenenza, quel sentimento che ci fa sentire di appartenere a questa squadra, a questa città».
