Cesena-Torino: le pagelle di TuttoCesenaWeb
Leali 5: sul tiro di Benassi si fa piegare le mani mentre non trattiene la conclusione di Quagliarella. Quando vengono a meno anche le certezze come lui, è buio pesto per tutti.
Perico 5.5: in fase difensiva si salva perchè il settore debole è quello sinistro ma i limiti in fase di costruzione sono notevoli.
Capelli 5.5: spettatore non pagante sui primi due gol abbandona il campo a metà tempo senza troppi rimpianti (1' st Lucchini 5: benino fino al gol di Maxi Lopez in cui si fa superare con incredibile facilità).
Krajnc 5: un paio di brutte svirgolate nel primo tempo e una ingiustificata assenza nell’unica azione offensive degna di nota del Torino nella ripresa.
Magnusson 4: i primi due gol sono in gran parte responsabilità sua, a dimostrazione che nonostante un talento riconosciuto, la personalità deve ancora essere sviluppata e rafforzata per poter calcare i campi della massima serie (38' pt Renzetti 6: i suoi cross mancavano come niente al mondo a questo Cesena. Peccato che nel finale tenga in gioco Maxi Lopez).
Giorgi 5.5: confusionario, combatte in fase difensiva ma non riesce a produrre nulla di buono in avanti.
De Feudis 6: il cuore non basta. Ammonito, salterà Parma. Peccato, perché a fronte di una retrocessione inevitabile sarebbe bello almeno che tutti mostrassero la sua personalità.
Ze Eduardo 5: il nulla assoluto, o quasi. Magari è superiore a Cascione per spirito di sacrificio ma i risultati sono i medesimi (24' st Pulzetti 6: alla seconda presenza mostra già un notevole impatto sull’incontro. Resterà uno dei grandi rimpianti della stagione).
Brienza 7.5: dei 14 scesi in campo contro il Torino è l’unico che, alla prova dei fatti, mostra di essere da serie A. Fa tutto lui, solo lui e nessun altro.
Djuric 5: chiunque abbia sostituito Marilungo nel ruolo di prima punta dal primo minuto ha sempre fatto malissimo. La maledizione colpisce ancora e per poco non lo si scambia per Almeida.
Defrel 4.5: di lui si ricorda una serpentina a metà ripresa in area granata e poi nient’altro. Forse un giorno incontrerà un allenatore che saprà valorizzarlo al meglio perché al momento resta solo un grande "vorrei ma non posso".
All. Di Carlo 3: il materiale umano sul quale può lavorare, al netto dei tanti infortuni, è obiettivamente scarso. Al di là delle simpatie, i numeri però parlano chiaro: il cambio di allenatore ha prodotto un drastico peggioramento dei risultati, tornati ai livelli di Marco Giampaolo.
