Ad un passo dalla A in Romagna, ci riprova in Emilia

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Fonte: Eric Malatesta per Il Bianconero
Ad un passo dalla A in Romagna, ci riprova in Emilia
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© foto di Daniele Buffa/Image Sport

La grinta è sempre quella, anche al telefono. Fabrizio Castori è sempre lui, quello che è riuscito a “castorizzare” anche Carpi. Giusto per non lasciare nulla al caso, già in estate, durante la sua presentazione in biancorosso aveva proclamato il suo amore incondizionato a Cesena (“In Romagna ho lasciato il cuore. Il pubblico che c’è al Manuzzi è unico e ce ne sono davvero pochi di tifosi così in Italia”). Ora lo ritroviamo primo in classifica in serie B, in sella alla sorpresa più corposa della cadetteria, che nemmeno cinque anni fa era ancora in serie D. Un Carpi che è l’emblema della rinascita per il tecnico marchigiano, e che ha un valore aggiunto in una terra che si è rimboccata le maniche dopo il terremoto e la paura che il sisma aveva portato in quella zona di Emilia.
“Stiamo andando oltre ogni più rosea aspettativa –attacca l’ex allenatore bianconero – qui a Carpi si lavora bene, la società è giovane e ho a disposizione un gruppo di giocatori fantastici che ha grande fame agonistica”. Insomma, ci sono tutte le condizioni per fare bene con pochi mezzi ma tanto entusiasmo e organizzazione per il mister marchigiano. “La società ha come obiettivo la salvezza – riprende Castori – il budget è ridotto e si punta a valorizzare i giovani. Devo dire che il nostro direttore sportivo (Cristiano Giuntoli, ndr) è molto capace, ha lavorato bene ed è riuscito a costruire una squadra competitiva con calciatori provenienti in gran parte dalla serie C. E in campo, grazie anche al lavoro sodo a cui i ragazzi si sottopongono, i risultati stanno arrivando. A noi piace giocare con grande intensità, crediamo nel sacrificio e penso che questo Carpi possa essere un bello spot per il calcio”. Il mister è convinto: “Ritengo che da questo gruppo possano uscire giocatori molto interessanti”. Se però si chiede a Castori di indicare qualche nome, lui glissa e sposta subito l’attenzione su qualcosa di più importante: “Potrei fare alcuni nomi ma andrei a discapito del gruppo, che invece è la vera forza della mia squadra. La nostra principale prerogativa è il lavoro e giocare con intensità: il lavoro alla fine paga”.
Ambiente “operaio”, intensità e gioco propositivo votato all’attacco. Caratteristiche che riportano alla mente il primo Cesena di Castori: “Sì, ammetto che questo Carpi ha parecchie similitudini col mio primo Cesena. Anche in Romagna c’erano giovani da valorizzare e si era creato un grande gruppo. I risultati poi sono arrivati”. Se il suo Carpi raggiungerà i play-off come era successo in B a Salvetti e compagni nel 2005-‘06, poi fermati sul più bello dall’arbitro Farina contro il Torino, solo il tempo potrà dirlo.