La Lanterna #26 | Malcolm in the Middle

“Yes, no, maybe | I don’t know | Can you repeat the question?”
24.01.2020 08:00 di Bruno Rosati   Vedi letture
La Lanterna #26 | Malcolm in the Middle

“Life is unfair, so I just stare at the stain…”
È andata in archivio pure Cesena-Carpi. È andata in archivio la nona sconfitta su ventidue partite giocate, la quinta nelle undici sfide disputate. È inoltre andata in archivio la trentaduesima rete al passivo. Ad oggi hanno fatto peggio solo Rimini, Ravenna e Fano. I numeri dei bianconeri peggiorano considerevolmente se ci si attiene ai soli ultimi due mesi: da dicembre ad oggi, nei sei incontri disputati Rosaia e company sono andati in rete sei volte (un gol a gara di media) ma i gol subiti ammontano ad undici (praticamente il doppio, quasi due gol presi per ogni match); la porta di Marson è rimasta immacolata solo a Vicenza, in casa dell’Arzignano.
A questo punto diventa difficile pure nascondere le perplessità già sorte da tempo.

“Sapete qual è la cosa migliore dell’infanzia? Che a un certo punto finisce”.
È una battuta tratta dall’episodio pilota della serie Malcolm in the Middle, a pronunciarla è lo stesso protagonista, Malcolm. Ora, non è compito della Lanterna stabilire quanto sia bello o meno che l’infanzia finisca, la cosa certa però è che ad un certo punto questo termine arriva. E di lì in avanti è lecito aspettarsi una sempre più profonda consapevolezza di sé stessi, una maggiore assunzione di responsabilità delle proprie azioni.

Per chi non la conoscesse, Malcolm in the Middle è una situation comedy dei primi anni 2000. Nel contesto di un programma per ragazzi, alcuni episodi raggiungono vette di cinismo insospettabili, arrivando talvolta a sfiorare lo humor nero. Inoltre - e questo è un pregio non da poco - pur essendo una classica sitcom, i dialoghi non sono infarciti con quelle insopportabili risatine di sottofondo.
Malcolm è un ragazzino dalle grandi doti, un piccolo genio. Ciononostante finisce puntualmente per cacciarsi in qualche guaio sin troppo complicato da gestire, che in qualche maniera vede coinvolti pure tutta la sua bizzarra famiglia. Un po’ come mister Modesto: un allenatore dalle idee brillanti, moderno, voglioso di inculcare alla propria squadra un gioco propositivo… ma che troppo spesso finisce per indurre i propri ragazzi ad addentrarsi in situazioni spiacevoli, a trovarsi sotto di un gol inspiegabilmente al primo tiro subito, ad essere insicuri e sbagliare un gol a pochi passi dalla porta. Il tutto si ripete di volta in volta, quasi fosse un appuntamento settimanale con uno sceneggiato televisivo.
Il paragone potrebbe andare avanti. Sarebbe facile individuare chi nel mondo bianconero assomiglia tanto alla madre irascibile e autoritaria di Malcolm. O chi invece abbia più affinità con il padre sentimentale, sdolcinato ma incapace di imporsi sui propri figli. La Lanterna decide di non proseguire in questo senso, anche perché solitamente gli episodi di una situation comedy si concludono sempre in bellezza. Invece qui, al triplice fischio dell’arbitro rimane sempre e solo amarezza. Quel che è importante è che Modesto apprenda quanto prima la lezione che Malcolm aveva già colto nella prima puntata: la gioventù finisce e con essa se ne vanno tutti gli alibi legati all’inesperienza e alla troppa audacia.

“Be’, non è stato un fallimento totale; è stato… un fallimento totale. Però il sistema di autoconservazione del mio cervello si sta attivando: ho già rimosso quello che è successo nel weekend”.
Non solo Malcolm, anche Cesena-Carpi è stata… ‘in the Middle’. Nel bel mezzo del mercato e della settimana, sì. A quattro giorni di distanza da Cesena-Virtus Verona che l’ha preceduta ed altrettanti da Triestina-Cesena che la segue. Se le circostanze fossero state differenti, se una prestazione come quella disputata al cospetto degli emiliani fosse arrivata nel classico fine settimana, non è un azzardo presumere che ci sarebbe stato qualche scossone. Ai piani alti l’insofferenza si trascina da tempo. Condizioni simili si erano presentate ad ottobre, in occasione di Cesena-Südtirol: un’altra partita infrasettimanale e dalle molteplici analogie con l’ultima a cui abbiamo assistito (non ultimo, il medesimo risultato finale). La breve distanza dall’incontro successivo fece prevalere la cautela, una rivoluzione a pochi giorni di distanza dal derby in casa del Ravenna presentava troppe incognite. Oggi accade altrettanto, la trasferta di Trieste è alle porte. In ogni caso questo malessere è destinato a perdurare.
“Life is a test, and I confess | I like this mess I’ve made so far”.