La Lanterna #24 | Dal mercato non aspettatevi lo spirito

“Ci vuole passione con te / e un briciolo di pazzia. / Ci vuole pensiero perciò / lavoro di fantasia”.
14.01.2020 08:00 di Bruno Rosati   Vedi letture
La Lanterna #24 | Dal mercato non aspettatevi lo spirito

“Ci vuole passione con te, / non deve mancare mai. / Ci vuole mestiere perché / lavoro di cuore, lo sai”.

Un’impronta di gioco chiara e ben definita c’è, lo spartito che i bianconeri mettono in campo è ormai consolidato da mesi. Un aspetto da non dare per scontato e che costituisce una buona base solida. Ci sono anche delle individualità di rilievo, sebbene non sempre costanti, che a tratti hanno saputo mettersi in mostra durante la prima metà del campionato. Allora cosa manca? Perché il Cesena concede sei punti su sei alla Vis Pesaro?

Il Cavalluccio ha tutte le carte in regola per non perdere contro i biancorossi marchigiani. Anche al netto delle assenze per infortunio e delle partenze di Sarao e Valencia. Eppure finisce per capitolare contro una squadra tecnicamente più povera. Così arriva l’ottava sconfitta su venti gare giocate (quasi una ogni due). Quel che emerge è lampante: il Cesena vince solo quando gli avversari non riescono a segnare. E soprattutto non ribalta mai una partita dopo essere andato sotto nel punteggio.
Chi scende in campo, spesso e volentieri, si limita al compitino. Non serve puntare il dito contro Maddaloni, Sabato o Russini, domenica scorsa è toccato a loro prendersi le responsabilità del risultato negativo ma si tratta di un copione già visto e rivisto, in altre circostanze era successo ad altri. Troppe volte succede di ravvisare fra tutti coloro scesi in campo un atteggiamento generale di sufficienza. Manca la voglia di affermarsi, di stupire in positivo pubblico e critica.

Il Cesena non sta lottando per i play-off. Il Cesena non sta lottando per la salvezza. Il Cesena non sta lottando, punto.
Il Cesena vivacchia nel proprio limbo, mostra i denti e cerca a tutti i costi il risultato solo quando sente il fiato sul collo delle compagini che si trovano dietro in classifica. Poi, una volta messe a debita distanza le posizioni pericolose, ecco che si adagia di nuovo.

Ora, verosimilmente in questi giorni verrà annunciato qualche nuovo innesto, quanto meno per sopperire numericamente alle cessioni già effettuate. Su come stia conducendo il mercato la dirigenza bianconera è già stato detto tanto nell’ultima edizione dei dieci (s)punti di Stefano Severi. Non vi è parvenza di strategia, se non quella di arrivare a giugno il prima possibile, così da rimestare le carte. Qualcuno nella stanza dei bottoni ha iniziato già da tempo a nutrire forti perplessità sull’intero comparto tecnico.
Intraprendere strade nuove a campionato in corso, per altro a fronte di un rendimento globale comunque in linea con gli obiettivi (minimi) prefissati, rappresenta però un’incognita troppo grande. Sembra quindi che si proceda secondo un principio di conservativismo a breve termine. Appare dunque difficile che in queste settimane possa approdare in riva al Savio qualche elemento chiave per il Cesena del domani.

E, al di là di ciò, arrivasse anche un pezzo da novanta alla stregua di Marilungo nel 2014, lo spirito temerario e la voglia di voler alzare l’asticella non possono essere acquistati al mercato.