Tre buoni motivi per continuare a fare punti
Occorre - scrive Luca Serafini su Il Resto del Carlino in edicola oggi - continuare a dare tutto per fare punti, servono eccome addirittura indipendentemente dalla classifica, da quei calcoli e quei tabellini che invece non hanno senso di esistere e troppo inclini alle smentite.
I punti servono prima di tutto per tentare l'impossibile, per giocarsela in una rincorsa salvezza ora ancora più ardua ma che va alimentata a tutti i costi e al momento deve avere uno step obbligato: dare un senso al match con l'Atalanta in programma in casa tra dieci giorni.
In secondo luogo raccogliere punti e prestazioni valide significherebbe valorizzare ulteriormente i pezzi da mercato. E sarà tutta linfa vitale per continuare quel piano di risanamento, di dare un futuro alla società, che era assolutamente l'obiettivo primario e obbligatorio di stagione (ricordiamo i 45 milioni di debito iniziale scesi in un paio di anni a circa 28).
Infine questo finale servirà anche per capire su cosa e su chi si potrà puntare la prossima stagione comunque vada. Il futuro infatti è anche adesso
