Le palle inattive non fanno più paura

Fonte: Il Resto del Carlino
Le palle inattive non fanno più paura
© foto di Tommaso Sabino/TuttoLegaPro.com

I calci da fermo – scrive Gianluca Mariotti su Il Resto del Carlino - erano stati il nemico pubblico della prima parte di stagione quando i gol incassati, compresi i tiri dagli undici metri, erano stati 16 nelle prime 15 partite. Lo stesso Di Carlo lo ha provato sulla sua pelle al debutto assoluto in Romagna contro la Fiorentina con Borja Valero, Savic e Gonzalo Rodriguez a banchettare in area sulle palle inattive calciate da Mati Fernandez. E fu proprio in quella sera di dicembre che il tecnico tuonò negli spogliatoi: «Ora almeno so dove intervenire con forza e decisione».
Da allora nelle successive 16 partite (dal Sassuolo alla Samp) gli avversari hanno battuto 93 angoli più ovviamente tutte le punizioni e non c'è traccia di gol subìto nel fondamentale. Domenica scorsa contro la Samp Romagnoli è andato veramente ad un centimetro dallo spezzare il tabù ma Lucchini ha salvato tutto sulla linea. Così solo di rigore (Zaza con il Sassuolo, Pazzini con il Milan e volendo anche Joao Pedro dopo la prima respinta di Leali a Cagliari) il Cesena è stato infilzato da palla ferma.
Peccato però che la squadra, oltre a non subire, non riesca neanche a sfruttare al massimo le azioni su palla inattiva. Gli ultimi due sigilli, escludendo i rigori, portano la firma di Rodriguez a Parma, raccogliendo l'assist di Brienza e dello stesso fantasista al Bentegodi di Verona con il colpo balistico su calcio piazzato. In mezzo vari schemi, vari tentativi ma la lancetta dell'indice di pericolosità tende verso il basso. Tanto che il Cavalluccio è una delle squadre che meno segna di testa: 4 sigilli sui 28 complessivi, il 14,3%.