LA LAVAGNA - Tutto cambia perché nulla cambi

01.03.2017 15:00 di  Bruno Rosati   vedi letture
LA LAVAGNA - Tutto cambia perché nulla cambi
TUTTOmercatoWEB.com
© foto di Federico Gaetano

Tutto cambia perché nulla cambi. In questo inizio di 2017, il Cesena è purtroppo tornato a muovere la classifica con lo stesso passo che aveva all’inizio del campionato. La cosa è a dir poco preoccupante. Il fatto che contro il Latina si sia visto per lunghi tratti un Cesena capace di tenere le redini del gioco e di proporre spunti interessanti (al contrario di quanto accaduto contro la Pro Vercelli), non è affatto fonte di sollievo. Crea invece molta inquietudine. Nelle ultime due gare, contro due squadre sulla carta nettamente inferiori e che non stavano attraversando un bel momento (la Pro Vercelli sul campo, il Latina per vicende societarie) il Cesena raccoglie la miseria di un solo punto. Questi due scontri diretti dovevano essere la giusta occasione per lasciarsi alle spalle l’andamento altamente deludente di questa stagione e invece ora il Cesena si ritrova in una situazione analoga, se non peggiore, a quella in cui era collocato prima di affrontare le due sfide ravvicinate.

La partita non ha molto da raccontare: i giocatori del Cesena hanno mantenuto il possesso palla, cercando di mettere in difficoltà il Latina sulle fasce e, nella maggior parte dei casi, ci è riuscito. Proprio dalle corsie laterali è nato il gol del vantaggio bianconero, con Ciano che ha innescato Renzetti, che a sua volta dal fondo ha lasciato partire un cross sul secondo palo su cui si è fatto trovare pronto Cocco, non adeguatamente tenuto a bada dalla difesa di casa. Anche in precedenza si erano verificati i presupposti per andare a rete: nei primi minuti un tiro di Ciano era stato deviato in angolo da Pinsoglio, la conclusione da breve distanza di Garritano era stata respinta da un difensore mentre Setola, liberissimo in area, aveva sparato malamente fuori.

Il secondo tempo è cominciato alla stessa maniera, la regia di Crimi non è stata nulla di speciale, Kone ha dato prova di aver perso la brillantezza mostrata tra la fine di gennaio e l’inizio di febbraio mentre Donkor, alla prima gara da titolare, non è sembrato particolarmente sicuro e ha commesso alcune leggerezze di cui i giocatori del Latina non hanno approfittato. D’altra parte, nemmeno il Cesena è stato in grado di capitalizzare le chances che ha avuto a disposizione tra il cinquantesimo e il sessantacinquesimo minuto, dove aveva lasciato presagire che avesse la partita in pugno.

Tutto questo, comunque, era bastato a mantenere il vantaggio sino a quando, sugli sviluppi di un calcio d’angolo, un’uscita a vuoto di Agliardi ha permesso a Dellafiore di riportare la partita in parità. Di lì in avanti il Latina ha provato a portare avanti un assedio poco efficace al quale, per la verità, il Cesena non ha opposto molta resistenza. Al di là di una punizione di Corvia finita poi in corner, di pericoli veri e propri non ce ne sono stati. Ed è qui che risiede il peccato originale del Cesena di quest’anno: se si presta il fianco senza reagire ogni volta che l'avversario, seppur con pochi mezzi, cerca di metterti in difficoltà, allora come si può sperare di sopravvivere in un campionato equilibratissimo, dove sono le motivazioni a far la differenza?

La traversa colpita negli ultimi giri di lancette da Panìco è un episodio isolato, per cui risulta difficile parlare di malasorte. Le costanti certezze di questa stagione sono i gol subiti ( i bianconeri hanno incassato almeno un gol in 21 partite su 2 giocate, le rimonte degli avversari nel secondo tempo (spesso nei minuti finali), gli errori madornali dei portieri che ogni volta complicano la situazione.

Con oggi se ne sono andati già due terzi del campionato, la situazione è ben più compromessa di quanto tanti vogliano vedere. Si dice che la speranza sia l’ultima a morire ma ormai ogni partita del Cavalluccio sembra un pugno nei reni alla fiducia e ai sogni dei tifosi bianconeri.