Di Carlo si improvvisa dj
0spite ieri alla trasmissione Scarpini su Radio Studio Delta, Mimmo Di Carlo si improvvisa dj - come riferisce Il Resto el Carlino - e il primo pezzo inserito è Candy Shop del rapper 50 Cent: «E' la musica che ho cominciato ad apprezzare nella mia Cassino, le voci della strada». E da allora il tecnico ne ha fatta di strada: «Come allenatore ho avuto la fortuna di partire dalla Primavera del Vicenza, un'esperienza formativa che mi ha fatto comprendere la realtà dei settori giovanili. Poi ho conosciuto tutte le categorie dalla C alla A. Di fatto sono sempre stato nelle condizioni di poter e dover compiere l'impresa sul campo: l'unica squadra allenata superiore alla media era la Sampdoria. Impresa non riuscita, dopo lo smantellamento dell'attacco». Una veloce pausa per inserire il secondo disco Una vita da mediano di Ligabue lui che in carriera ha vissuto mille battaglie nel cuore del campo: «Ho avuto la fortuna di non aver infortuni pesanti terminando la carriera a 36 anni divertendomi sempre, già allora mi piaceva ragionare con la testa di un allenatore. Si vede che era destino, d'altronde chi ha avuto un certo Uliveri come tecnico sa quanto Renzo sappia insegnare il calcio e la cura dei particolari. Da mister mi piace costruire un gruppo forte, dare gioco alle squadre: proprio quello ho cercato di creare qui a Cesena».
E toccando marginalmente il tema bianconero arriva la terza scelta musicale di Di Carlo: The Final Countdown degli Europe. Il motivo è semplice: «E' arrivata l'ora del Cesena: siamo in ritardo in classifica, dobbiamo recuperare e restare uniti. Tutti devono credere nell'impresa». Lui intanto lavora con un grande gruppo: «Antonioli è una grande persona, conosco Valigi dai tempi di Mantova e posso dire che è la giusta spugna per sopportarmi, Santoni è il nostro analista, il tattico della situazione, mentre Riela, dopo aver conquistato la Champions League nel calcio a 5, spero possa ottenere grandi traguardi qui con noi». C'è anche il tempo per esprimere il sogno nel cassetto: «Un giorno mi piacerebbe allenare all'estero. Nel passato avevo avuto l'occasione di guidare in Kazakistan la squadra dell'Astana e dopo due anni sarei potuto passare alla Nazionale: saltò tutto in extremis».
