"Comunque vada, mi porterò dentro a lungo certe emozioni"

Fonte: Stefano Manzi per Mondo Calcio
"Comunque vada, mi porterò dentro a lungo certe emozioni"
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Caro amico mio - scrive Stefano Manzi su Mondocalcio dopo la sconfitta con il Chievo -, capisco il tuo sconforto e condivido la tua sofferenza, ma del resto se volessimo vincere sempre saremmo juventini e non cesenati. Ed io come ben sai, sono orgoglioso di esserlo un bianconero di provincia. Figli di un dio minore o fratelli poveri in un mondo che forse non ci appartiene ma nel quale siamo comunque degnissime comparse e nel quale dovremmo godere di quante più soddisfazioni possibili prima di tornare da dove siamo venuti. Ma che nessuno si azzardi ad insinuare che non lotteremo fino alla fine, ne va della nostra dignità e del nostro orgoglio: sia ben chiaro a tutti che un romagnolo non molla mai, nemmeno quando tutto pare perduto. Io non lo farò e sprono te a fare altrettanto !
Ti confesso di aver ormai metabolizzato la sconfitta e la conseguente ineluttabile classifica, quello che invece non riesco ad accettare è il disfattismo che si impossessa delle masse ogni volta che qualcosa va storto. Tutti a caccia di un colpevole o di un capro espiatorio cui far pagare il prezzo della propria delusione. O peggio sentirsi dire da qualcuno che sarebbe stato meglio non provarci nemmeno, mollare alle prime difficoltà, tanto lui lo sapeva che sarebbe finita così. Una bestemmia che fa ribollire il mio sangue romagnolo.
Riflettici un attimo, comunque vada potrò raccontare ai miei figli di quella volta che abbiamo fatto tremare la capolista ed umiliato i suoi tifosi con un Romagna Mia a 16 mila voci, oppure dell'emozione di trovarsi in vantaggio nella Scala del calcio italiano, o ancora di quando sotto 3-0 abbiamo ribaltato l'impossibile in appena 11 minuti. Non so tu, ma io preferisco di gran lunga esserci stato e grazie a Dio aver provato queste emozioni che orgoglioso mi porterò dentro a lungo.