“Certo, sei di Bologna ma...”
Sei mesi e mezzo per vedere Davide Succi segnare di nuovo- scrive Gian Piero Travini su La Voce - dopo quel Cesena-Milan e quell’esultanza a braccia spalancate sotto la Mare a dire: “Sono qui”. A spiegare con un gesto che c’era una ragione se non eri voluto andare via quando tutti pregavano che liberassi il Cesena dei tuoi 320mila euro di stipendio. Certo, sei di Bologna ed essere un bolognese a Cesena è un problema. Soprattutto se ami Cesena come la ami tu. Certo, hai avuto il tuo momento d’oro a Ravenna. Ma tutti a un certo punto si sono ricordati di quella volta che tu e Bisoli avete salvato il Cesena…
Perché allora, oh Davide, passi una stagione intera in panchina? Il mister che voleva ripartire da te non ti vede. Vorrebbe smollarti all’inizio della serie A. Ma tu sei testardo. E poi ti prendi la rivincita col Milan.
A marzo scalpiti. Vuoi giocare. Di Carlo ti dà 14 minuti con il Verona. E poi quel recupero di Cascione, l’assist di Brienza. E la girata al volo, dopo il rimbalzo. Il gol più bello, l’ultimo. Appena un gradino sotto il prossimo, quello che non hai ancora fatto. Quello che farai. Aspettando Succi, il talismano del Cesena: nelle 17 gare in cui è andato a segno in campionato (22 reti segnate, di cui 2 in serie A questa stagione) i bianconeri non hanno mai perso e hanno conquistato 35 punti, con 9 vittorie e 8 pareggi.
