Quando i giornalisti erano ‘veri giornalisti’…

L’assenza di argomenti concreti di cui parlare porta al proliferare di articoli alquanto ‘trascurabili’…
10.05.2020 17:00 di Redazione TUTTOCesena   Vedi letture
Quando i giornalisti erano ‘veri giornalisti’…

Tempi duri per i cronisti sportivi. La forzata e prolungata assenza di competizioni sportive, a causa delle misure cautelari per limitare il diffondersi del covid-19, si traduce nella mancanza di argomenti reali con cui riempire le pagine del web e del mondo cartaceo.
L’unica vera notizia di una certa rilevanza è il clima freddo venutosi a creare tra la Lega Pro, desiderosa di mettere la parola ‘fine’ sul campionato 2019-2020, e la FIGC (la Federcalcio vorrebbe quanto meno che si giocassero play-off e play-out). La situazione però è sostanzialmente di stallo e pure qui non è che ci sia molto da dire.

Così, da ieri impazza sui social la polemica fra il sempre tanto chiacchierato Mario Balotelli e Giorgio Chiellini. Il capitano della Juventus pubblicherà a breve un libro autobiografico in cui snocciola alcuni aneddoti sulla propria carriera. In un’anticipazione ha rivelato la presenza di alcune frecciatine piccate nei confronti dell’ex compagno di squadra in Nazionale, nonché al centrocampista brasiliano Felipe Melo.
Non si è fatta attendere la risposta dell’attaccante bresciano che ha diffuso la propria controffensiva con una storia sul suo profilo Instagram.
Apriti cielo: ovviamente di lì in avanti sui siti di informazione si è verificato un proliferare di articoli di dibattito su quale delle due parti avesse ragione, interviste a giocatori che conoscono bene entrambi; non si sono fatte pregare neppure le prime pagine di Corriere dello Sport e Gazzetta che hanno dato spazio a questa querelle.

Lungi da noi l’idea di schierarci con l’una o con l’altra parte. Preferiamo piuttosto proporvi, con un velo di nostalgia, un nuovo episodio della nostra ‘disco-rubrica’. Dopo avervi fatto udire le parole del segretario Sergio Sacchero nella puntata precedente, oggi vi facciamo ascoltare i giudizi ed i resoconti dei giornalisti che all’epoca raccontarono la storica impresa compiuta dal Cavalluccio, il primo approdo della Romagna in serie A nel lontano 1973.
Il primo a prendere parola è Ettore Pasini (Stadio) che celebra l’atmosfera armoniosa nello spogliatoio bianconero, ingrediente fondamentale per quella cavalcata. La parola passa poi a Bruno Rossi (corrispondente cesenate de La Gazzetta dello Sport) che mette in risalto l’affiatamento e l’intesa tra la società e l’allenatore Gigi Radice. Un successo capace di abbattere tutti i campanilismi presenti in Romagna e di riunire tutti i tifosi romagnoli sotto un’unica grande bandiera bianconera. Infine viene il turno di Vittorio Savoia (TuttoSport) che mette al centro la grande ambizione che accomunava il presidente Dino Manuzzi ed il mister.
Erano certamente altri tempi: le autorevoli firme non erano animate dall’intenzione di costruire un personaggio attorno al proprio nome, né si andava alla ricerca di click facili. Le cronache, i giudizi, le interviste: tutto era connotato da un rigore e da una marzialità che contraddistinguevano lo stile del professionista. Sebbene non sia possibile tornare a certe vette di epopea, trovate tutto sul nostro canale Telegram, a questo link.


Prodotto da Giorgio Cajati, realizzato da Giorgio Contarini. Studio di registrazione Fonostereorama Equipe Dischi, Milano.
Gentilmente offerto dall’archivio privato della famiglia Rosati.