“Più di cinquantamila tifosi al Manuzzi”

Un sogno che non ha mai visto la luce.
01.05.2020 09:00 di Redazione TUTTOCesena   Vedi letture
“Più di cinquantamila tifosi al Manuzzi”

Ad oggi viene chiamato ‘Orogel Stadium’, come si può leggere sull’imponente insegna che svetta all’ingresso delle tribune centrali dell’impianto. Un tempo era ‘Dino Manuzzi’. Prima ancora ‘La Fiorita’.

Dalla sua fondazione nel 1957, lo stadio comunale di Cesena ne ha subite di evoluzioni e ristrutturazioni. Certamente una delle più importanti è stata quella dell’estate del ’73, a seguito della storica prima promozione in serie A del Cavalluccio.
Mediante l’utilizzo delle tanto romanzate impalcature con i tubi innocenti, la capienza ufficiale arrivò sino ad un massimo di 28000 posti. In quei tempi però i controlli delle entrate non erano stringenti quanto quelli attuali e saltuariamente gli spettatori presenti arrivarono sopra le 35000 unità.

Tuttavia, le idee iniziali erano quelle di una struttura ben più grande di quella che poi venne realizzata. Nell’undicesimo episodio della nostra ‘disco-rubrica’, vi facciamo ascoltare le parole di Sanzio Benedetti (all’epoca assessore allo sport del comune), del presidente Dino Manuzzi e di Alteo Dolcini (fondatore della rivista Mercuriale Romagnola). Potete trovarli sul nostro canale Telegram, a questo link.

Il progetto di uno stadio situato in una posizione che fosse raggiungibile in meno di venti minuti da ogni zona della Romagna, da Imola a Rimini, e la capacità di ospitare tra i cinquantamila e sessantamila tifosi era un sogno destinato a rimanere tale. Nei ruggenti anni Settanta non era possibile prevedere il massivo sdoganamento del calcio in televisione. Fenomeno che nel corso degli anni ha fatto desistere una moltitudine di persone dall’uscire di casa per andare a vedere la partita, preferendo una comoda posizione sul divano nel proprio salotto.

E così oggi i 20.194 posti attuali (cifra a cui si è arrivati dopo i lavori tra luglio e ottobre del 2018 per gli europei under 21 dell’anno successivo) costituiscono un numero perfettamente congruo per il bacino di appassionati sui quali il Cavalluccio fa ancora appeal.


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Prodotto da Giorgio Cajati, realizzato da Giorgio Contarini. Studio di registrazione Fonostereorama Equipe Dischi, Milano.
Gentilmente offerto dall’archivio privato della famiglia Rosati.