Forse(mpronese) mia moglie mi lascia…
La vita di coppia? È un eterno compromesso. Una costante mediazione anche (anzi, soprattutto) al gusto Cavalluccio. ‘Ah, quindi a fine agosto vai in trasferta a Chiavari con i tuoi compagni di merende del bar? - ha tuonato qualche giorno fa la moglie del mio amico Luca - Ok, vai pure. Però tu mettiti già in testa una cosa: per il ponte della Madonna torniamo a vedere i mercatini del Trentino. E questa volta li voglio vedere tutti i mercatini, eh. Tutti. Bolzano, Bressanone, Brunico, Merano, Vipiteno, Levico Terme…’. ‘Che cosa?!? Mi chiedi se il 18 settembre puoi andare con un tuo collega di lavoro a Castellamare di Stabia a vedere Juve Stabia-Cesena?!? - ha domandato qualche giorno fa la compagna del mio amico Francesco - Va bene, per me puoi andare. Però tu in cambio dovrai venire con me al concerto di Sal da Vinci, alla presentazione del nuovo libro di ricette vegane scritto da mia sorella, all’inaugurazione della mostra di pittura della Betty, alla festa di compleanno di mia mamma e pure al prossimo comizio che Carlo Calenda terrà in Romagna…’. Attenzione, però. ATTENZIONE. L’amore, si sa, è eterno finché dura. E spesso, non sempre ma spesso, nemmeno un buon compromesso o una furba mediazione può salvare un matrimonio dal naufragio. ‘Forse la Sabry mi lascia…’ mi ha confidato proprio questa mattina il mio amico Giacomo al Bar Cesena, davanti a un cappuccino e a un bombolone gonfio di crema. ‘E come mai ti lascia? - ho chiesto io - Ha per caso scoperto che la tradisci da due anni con quella tua segretaria tettona che fa più ciucci della Chicco?’. ‘No no, la segretaria non c’entra nulla - ha risposto Giacomo - La Sabry mi ha solo detto che lei non vuole più stare con un uomo che un sabato sera di inizio agosto lascia a casa sua moglie per andare a vedere una smerdata amichevole tra il Cesena e la Forsempronese…’. Severa, la Sabry. Ma giusta. Giustissima. Anche se io, la Sabry, la conosco bene. Diciamo pure benissimo. La Sabry è una donna che sa perdonare. La Sabry poi, il punto G, ce l’ha proprio alla fine della parola shoppinG. Questa sera dopo cena basterà un virgolettato ben assestato di Giacomo (‘Se mi perdoni, domani dopo il lavoro ti porto a prendere un bel solitario o una bella borsetta…’) e, questa amichevole con la Forsempronese andata in scena ieri sera nel forno del Manuzzi, resterà soltanto un brutto ricordo. Massì, un bruttissimo ricordo. Così come la ‘solita’ reattività sottorete sfornata sempre ieri sera dal (sempre più) ‘superbomber’ bianconero Olivieri. Gol, gol, gol. Cesena gol, gol gol. Marciamo tutti uniti avanti con furor, è Terra di Romagna siam come il Passator…
