La maturità di David: «L’Inter mi ha cambiato la testa. Gruppo davvero compatto»
In attesa di vedere il ritorno all’opera di Gianluca Frabotta, tra chi ha ben figurato in questo ritiro c’è senza dubbio Antonio David. Dopo due stagioni formative, il terzino sinistro è tornato in Romagna con un bagaglio d’esperienza notevolmente arricchito e una gran voglia di riscatto. Ceduto in prestito la scorsa stagione all’Inter Under 23 poiché Michele Mignani non lo riteneva ancora pronto per affrontare la categoria, il terzino italo-rumeno si ripresenta oggi al Cesena con una maturità del tutto nuova e la ferma determinazione di dimostrare sul campo di poter stare a pieno titolo in Serie B.
Al termine dell’amichevole con il Carpi, con la quale si è chiuso il ritiro ad Acquapartita, sollecitato sul fatto se avverta o meno la fiducia dell’ambiente, David ha risposto mostrando grande senso di responsabilità e profondo rispetto per il compagno di reparto: «Da Frabotta io posso soltanto imparare, perché è un giocatore per me molto forte nel mio ruolo, anzi, uno dei più forti in questa categoria. Però io ovviamente cerco di dare sempre il massimo sia per il mister, sia e soprattutto per la squadra e quando verrò chiamato in causa».
Interpellato su cosa sia cambiato rispetto a un anno fa e su quali aspetti si senta cresciuto, il classe 2004 ha analizzato i suoi progressi tattici e mentali. «Mi sento migliorato nella fase difensiva. Avevo già giocato a quattro, mi sento molto migliorato nella fase difensiva, sono molto più concentrato e cerco di guardare sempre l’uomo, la posizione in base al mio compagno di reparto, dei difensori centrali di sinistra, comunque con tutta la linea. Mi sento molto più convinto delle mie qualità e della mia forza mentale che cerco di mettere in ogni singola azione».
Pregato di spiegare cosa gli abbia lasciato la parentesi biennale tra Gubbio la seconda squadra nerazzurra, David ha evidenziato l’impatto formativo di quell’ambiente. «Facendo l’esperienza all’Inter mi ha arricchito secondo me molto a livello mentale, perché se arrivi in una società come l’Inter, una delle prime squadre di tutta Italia, quando vieni chiamato in causa assumi molte più responsabilità, devi avere molta più cattiveria, molta più convinzioni in quello che fai. E questo è quello che ho acquisito diciamo l’anno scorso a differenza degli altri anni, ecco».
Invitato poi a descrivere le dinamiche e l’atmosfera dello spogliatoio ritrovato ad Acquapartita, il terzino ne ha sottolineato la grande coesione: «Quest’anno il gruppo è molto più compatto. Ci aiutiamo molto tra di noi, anche quando sbagliamo una palla. Magari può scappare l’incazzatura, però dipende come la vivi te: te la devi vivere come un segno di incoraggiamento. Anche se hai sbagliato tu continua a giocare perché comunque la partita non è che finisce là. E quindi su questo punto i miei compagni sono molto più compatti».
Dalle parole di Antonio David traspare la consapevolezza di chi è maturato lontano da casa e non ha intenzione di lasciarsi sfuggire la seconda occasione in maglia bianconera. Se dodici mesi fa il giudizio di Michele Mignani lo aveva spinto verso il prestito all’Inter Under 23 per accumulare minutaggio, oggi il terzino torna a Cesena con una scorza mentale ben diversa. Pronto a mettersi a disposizione di mister Diamanti, David affronta questo ritiro con un unico e chiaro desiderio: misurarsi finalmente con la Serie B e dimostrare di meritare questa categoria.
