Il ritorno di Fiori: “Sono di Ravenna, ma ho sempre giocato a Cesena e quindi mi sento a casa”
Non c’è due senza tre, dopo le presentazioni di Pagano e Debenedetti, avvenute rispettivamente martedì e giovedì, oggi c’è stata quella di Fiori, arrivato in prestito con obbligo di riscatto dal Mantova. Per il classe 2003 si tratta di un ritorno in bianconero, vissuto con estremo entusiasmo come traspare dalle sue parole: “Tornare qui a Cesena è motivo di grande orgoglio perché sono cresciuto qua. Sono di Ravenna, ma ho sempre giocato a Cesena finché non è fallito nel 2018 e quindi qua mi sento a casa”. Al quesito su un ricordo di quando militava nelle giovanili del Cavalluccio, risponde: “Quando venivo a fare il raccattapalle vedevo i giocatori del Cesena esultare sotto la curva con i tifosi ed era anche il mio sogno di venire qua a giocare a Cesena, fare gol ed esultare sotto la curva”. Sono diversi i ragazzi a cui è ancora legato dai tempi vissuti nel vivaio bianconero. “Sono rimasto legato a Samuel Giovane, che è uno dei miei migliori amici, a Casadei che ora è al Torino, ma anche con Obaretin, ora di proprietà del Napoli, e Prati, attualmente al Cagliari”. Dagli ex compagni del settore giovanile si passa ad un paio di calciatori con cui ha già condiviso lo spogliatoio a Mantova, ovvero Debenedetti e Caprini. “Con loro due mi sono trovato benissimo. Con Debenedetti a Mantova ho fatto due anni, in cui ho vissuto con lui, quindi abbiamo un bellissimo rapporto, così come con Caprini, con cui sono stato assieme per qualche mese nel corso della scorsa stagione. Nello spogliatoio più o meno li conoscevo quasi tutti tra chi ho affrontato negli anni passati o che comunque conoscevo da quando ero piccolo qua a Cesena”. Fiori è arrivato da pochi giorni, ma il rapporto con mister, staff e nuovi compagni appare già bello saldo. “È una grande emozione per quello che ha fatto da calciatore, però anche come mister è molto molto bravo. Fin dai primi giorni abbiamo instaurato un bellissimo rapporto, sia con tutto il suo staff che con lui, ma anche con tutti i compagni. Sono arrivato da poco, ma il gruppo è bellissimo e sia io che gli altri ragazzi nuovi abbiamo subito legato bene con tutti”.
Allenatore determinante per la carriera del classe 2003 ravennate è stato sicuramente Possanzini, con cui ha fatto grandi cose a Mantova, che ha uno stile di gioco simile a quello di Diamanti. “Sia il gioco del mister che quello di Possanzini sono molto simili, cercano comunque il palleggio dal basso per arrivare a finalizzare senza mai buttare via la palla. Possanzini è stato il mister che mi ha aiutato a crescere di più e che comunque ringrazierò per il resto della mia vita perché mi ha permesso di fare questo di lavoro”.
Il neo acquisto del Cavalluccio ha elencato le sue caratteristiche, sottolineando come l’ultima esperienza l’abbia fatto crescere. “A me piace giocare uno contro uno, tirare in porta, oltre che attaccarla, e fare gol. A Frosinone, dove ho avuto la fortuna di andare in Serie A, ho imparato soprattutto dai due esterni (Ghedjemis e Kvernadze, ndr), ma anche da Alvini che è un mister che è sempre all’attacco, sempre propositivo, quindi sono cresciuto soprattutto nell’attaccare la porta e nel giocare sempre in avanti senza mai tornare indietro”. Sulle sue condizioni fisiche e sul lavoro fatto finora in quest’estate, dice: “Sto bene fisicamente, d’estate mi sono allenato in zona e sono venuto da Marco Cola qui a Cesena. Poi dopo il 20 luglio ho iniziato a Mantova fuori rosa quindi mi sono allenato tutti i giorni tranne il sabato e la domenica fino a giovedì scorso quando poi sono arrivato qua”. Su che cosa dover migliorare, Fiori non ha dubbi. “Quest’anno devo cercare di fare più gol dell’anno scorso e cercare di sfruttare più occasioni possibili che mi capitano, per esempio se in una partita ho due occasioni devo cercare di essere più decisivo e sfruttarle tutte due al massimo e portare i punti a Cesena”.
