10 appunti sul Cesena FC
Buffoni che campate di versi senza forza
Avrete soldi e gloria, ma non avete scorza
Godetevi il successo, godete finché dura
Che il pubblico è ammaestrato e non vi fa paura
1. Il Cesena FC si è iscritto al campionato con molta apprensione. Il primo ostacolo è stato prettamente finanziario (e il più importante). Una volta superato, se ne è presentato un altro di natura tecnica proprio nell'ultimo giorno utile, rischiando di mandare all'aria tutto. Si è mosso anche un pezzo grosso di Generali per chiudere la fideiussione, ma tutto è bene quel che finisce bene.
2. La JRL degli Aiello, dopo anni di innegabili investimenti massicci nel Cesena FC, sembra attraversare un periodo di limitata disponibilità economica, tanto da far supporre, con ragionevole sicurezza, che difficilmente sarà in grado di portare avanti da sola, senza nuovi ingressi, l'intera stagione 2026/27.
3. Gli Aiello ne sono consapevoli e, da tempo, con una certa riservatezza, sono partite le prime operazioni per definire la cessione di quote o l'ingresso di nuovi investitori.
4. Antonini non è assolutamente una figura presa in considerazione dalla proprietà per eventuali trattative. L'intervista rilasciata dall'ex presidente del Trapani a TMW, nella quale si dichiara interessato all'acquisto del Cesena, non sarebbe altro che un tentativo, almeno in parte riuscito, di ottenere visibilità.
5. Il gruppo PLT non rientra tra i soggetti con i quali si sono svolti i colloqui più avanzati. La famiglia Tortora, con la regia di Piraccini e Pubblisole, era invece in prima linea per rilevare l'intero club qualora Aiello non fosse riuscito a reperire la liquidità necessaria per l'iscrizione al campionato di Serie B, emergenza poi rientrata.
6. Il vero punto interrogativo è questo: chi ha, in questo momento, l'effettiva facoltà di conferire mandato a soggetti terzi per imbastire ufficialmente trattative finalizzate alla cessione di quote?
7. Il 100% delle quote del Cesena FC risulterebbe costituito in pegno a favore di Tifosy, soggetto garante del finanziamento da 2,8 milioni di euro erogato dal fondo londinese Fasanara Capital. Il prestito è scaduto nello scorso mese di febbraio e non risulta essere stato rinnovato. In linea teorica, quindi, Tifosy avrebbe il diritto di escutere il pegno e diventare proprietario unico del Cesena FC.
8. Eppure sappiamo che questo, almeno formalmente, non è avvenuto. Da febbraio a oggi non risultano infatti atti pubblici o rogiti notarili che attestino un simile passaggio di proprietà. Perché, allora, Tifosy/Fasanara non sono ancora diventati proprietari di un club il cui valore della rosa è stimato in almeno 10 milioni di euro, a fronte di un'esposizione di soli 2,8 milioni?
9. Una risposta certa non c'è. Si può soltanto formulare un'ipotesi: il fondo potrebbe voler evitare eventuali arbitrati o contenziosi che JRL potrebbe promuovere qualora sostenesse l'esistenza di una sproporzione significativa tra il valore del pegno escusso e quello effettivo della società. In quest'ottica, potrebbe essere più conveniente attendere, alleggerire la rosa, ridurre il peso dei cartellini più onerosi, mantenere la categoria e solo successivamente assumere il pieno controllo del club.
10. È molto probabile che un patto parasociale tra JRL e Tifosy/Fasanara stia regolando e garantendo il funzionamento del Cesena FC in attesa degli sviluppi futuri. A fronte di tutto questo, però, resta una domanda fondamentale: chi comanda davvero? Chi ha oggi la facoltà di cedere quote e incassarne il corrispettivo per consentire l'ingresso di nuovi soci? È la stessa domanda che, con ogni probabilità, si stanno ponendo anche i potenziali acquirenti interessati al Cesena FC.
