Si scrive Cesena, si legge cantiere aperto. E se parte (pure) Shpendi…

Ad Acquapartita si è appena concluso un ritiro che, diciamolo subito, ha detto ben poco. La rosa è ancora largamente incompleta. E – sigh – in attacco…
26.07.2026 11:45 di  Flavio Bertozzi   vedi letture
Si scrive Cesena, si legge cantiere aperto. E se parte (pure) Shpendi…
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Zero polemiche. Zero incazzature. Zero liti. Zero sfuriate. Zero scappatelle a luci rosse. Zero ubriacature. Zero festival della barzelletta. Zero embarghi. Zero. Niente. Nulla. E poi i soliti virgolettati al gusto di melassa (‘Stiamo lavorando sodo e il gruppo è già bello affiatato…’). Le solite bugie sfornate dal dirigente di turno (‘Non abbiamo bisogno di vendere…’). Le solite cazzate distillate dall’influencer di turno (‘Siano non è mica sotto osservazione…’). Le solite domande partorite dal nostalgico di turno (‘Ma il buon Ravaglia quando torna?’). Il solito ed ormai inflazionatissimo ‘Dai Burdel!’ vomitato davanti alle telecamere da qualche new-entry che sino a una manciata di ore prima non sapeva nemmeno dove fosse posizionata Cesena sulla cartina geografica. Verrebbe quasi voglia di ritirare fuori un vecchio refrain dell’inarrivabile Sandra Mondaini – Che noia, che barba, che barba, che noia – per raccontare in breve questo ritiro di Acquapartita appena andato in archivio. Un ritiro che, diciamolo subito, ha detto ben poco. Se non altro perché, questo Cesena, è ancora un cantiere aperto. Apertissimo. Se non altro perché a questa squadra, per poter provare a fare un campionato almeno dignitoso, mancano ancora 4-5 rinforzi ci categoria. Pure 6 rinforzi ci categoria, nel qual caso Cristian Shpendi (sempre nei radar di un club di Serie A, di un paio di club di Serie B e pure di una società militante in Championship) dovesse malauguratamente – dopo Ferragosto, quando si sarà messo in moto anche il carrozzone della Copp(ett)a Italia… – fare le valigie. Ah, a proposito di Shpendi. Fatemi fare una riflessione. Una riflessione doverosa. Proprio l’altra sera su Rete 4, un noto negazionista milanese, in un colpo solo ha detto che l’Olocausto non è mai avvenuto. Che l’uomo non è mai sbarcato sulla Luna. Che le Torri Gemelle le ha fatte buttare giù direttamente George Bush. E che i ghiacciai del Pianeta non si stanno sciogliendo come un Calippo al sole. Ebbene, non vorrei ora che nella stanza dei bottoni bianconeri qualche noto personaggio che sta al calcio allo stesso modo in cui il generale Vannacci sta all’inclusività ad oltranza prendesse sottogamba l’eventuale cessione dell’italo-albanese. Cominciando magari pure ad affermare che Shpendi NON è andato in doppia cifra negli ultimi due campionati cadetti. Suvvia, siamo sinceri: gettando uno sguardo all’attuale parco attaccanti bianconero e vedendo altresì i possibili nomi in entrata che circolano insistentemente su questi lidi, c’è poco da stare allegri là davanti. ‘Ma Druiventak è partito col piede giusto…’ sottolineava ieri con convinzione un vecchio tifoso salito ad Acquapartita per gustarsi il test col Carpi. Vero, Druiventak è partito bene. E sogna di fare lo stesso percorso di Blesa. Non scordiamoci però mai del fatto che l’attaccante del Suriname è ‘solo’ una semplice scommessa. Una scommessa che – mi sono informato: qualche amicizia in questo mondo ce l’ho… – prima di venire pescato dal Cesena è stato scartato da altri per ben 29 volte. Per ben 29 volte, eh. Come un Jalisse qualsiasi. Un motivo ci sarà. Forse.