A Cesena stanno scherzando col fuoco. E la B non perdona…
La Copp(ett)a Italia? Sarebbe da abolire subito. Su-bi-to. Immediatamente. Non soltanto perché la nuova Coppa – a differenza della vecchia – non porta più le big del calcio nostrano in provincia, vicino alla gente. Non soltanto perché la stragrande maggioranza delle partite di Coppa vengono giocate in cattedrali (quasi) deserte, in orari (più o meno) assurdi, con temperature sahariane o polari. Non soltanto perché i primi turni di questa bolsa e sgasata manifestazione nostrana si trasformano quasi sempre in agghiaccianti festival delle seconde (o terze) linee, in meste sagre della pedata stuzzicanti quanto l’ascolto di un intero concerto dei Cugini di Campagna. Epperò, esaurite le più o meno inutili amichevoli (alla camomilla) pre-campionato che ci siamo dovuti sorbire in queste ultime tre settimane, ora la speranza di noi tutti è che sia proprio la sfida di lunedì prossimo del Mapei con il Sassuolo a dirci finalmente qualcosa di più sul nuovo Cesena. Un Cesena che, diciamolo subito, a 12 giorni dallo start del campionato cadetto (si comincia il 23 con la Sampdoria al Manuzzi) pare più debole del Cesena che si è presentato ai nastri di partenza della scorsa stagione cadetta. Il passaggio del Divin Berti alla Cremonese (non sarà affatto facile sostituire il Talento di Calisese…), l’addio di Cerri (l’ex Como segnava pochi gol, ma faceva reparto da solo…), la possibile partenza verso altri lidi di altri big (entro fine agosto due tra Zaro, Castagnetti, Bisoli e Shpendi dovrebbero fare le valigie…), i dubbi legati alla difesa (là dietro, uno come Ilic, servirebbe come il pane…), il solito menefreghismo bianconero nei confronti dei baby fatti in casa (Castorri si doveva tenere, idem Tosku, Pieraccini è più forte e più scafato di Natta…), ma non solo: fa rima ancora con incognita, questo Cavalluccio ‘targato’ 2026-27. Questo Cavalluccio figlio (anche) della spending review e dei soliti assordanti silenzi degli Americani. Questo Cavalluccio che al momento, in attesa di qualche altro colpetto di mercato ‘targato’ Mancini, non può far altro che aggrapparsi alla Sana Follia di mister Diamanti. Alla voglia di riscatto di qualche vecchio (vedi Ciofi, Mangraviti e Fabrotta). All’entusiasmo di qualche new-entry (Fiori, Pagano e Schirone su tutti). O alla passione dei suoi straordinari tifosi. Un po’ pochino, per una squadra che punta dritto a una salvezza tranquilla. Un po’ pochino, eh. Suvvia, non prendiamoci in giro, non facciamoci travolgere pure noi dal Cesenaticamente Corretto: da qui a fine agosto servono come il pane 3 rinforzi di spessore (uno per ogni reparto). Anche 4 rinforzi di spessore. Perché la Serie B è bastarda, bastardissima. Perché ok le plusvalenze da ‘dentro o fuori’, ok la spending review, ok gli scambi di favori, ok le marchette obbligatorie, ok tutto. Ma con la Serie B non di scherza. Perché – ed è questa, alla fine, la cosa più importante… – questa Serie B, per il Cavalluccio, significa ossigeno puro. Vita. Sopravvivenza. Ecco, sì: sopravvivenza. Non so se mi spiego, eh.
