Toscano: “Cesena nel cuore. E su Shpendi dico che…”
Nome: Domenico. Cognome: Toscano. Segni particolari: l’Uomo dei Record. Almeno a Cesena.
Toscano, che mi dice?
“Dopo tante estati di duro lavoro sto trascorrendo un’estate fermo ai box, in attesa di una nuova squadra. È una sensazione strana. Sto riscoprendo sensazioni quasi dimenticate. Da un lato sono felice, perché posso godermi la mia famiglia. Dall’altro lato però, ti confesso, non vedo già l’ora di ributtarmi nella mischia. Di tornare a lavorare. Io sono uno che vive a pane e calcio, che si nutre di adrenalina da… panchina”.
E pensare che il suo nome, nelle scorse settimane, era stato associato a diversi club importanti…
“È vero, ho passato delle settimane intense (l’ex trainer bianconero è stato contattato pure da Perugia, Bari e Spezia, ndr). Però, per un motivo o per l’altro, la fumata bianca non è mai arrivata. Pazienza, vorrà dire che proverò a salire su un treno in corsa…”
La recente uscita dai play-off col Catania è ancora una ferita aperta?
“Siamo arrivati al post season non nelle migliori condizioni fisiche e mentali. Poi dinnanzi a noi in semifinale abbiamo trovato una squadra molto forte che non ci ha dato scampo. Ho ancora qualche rimpianto per la sfida di ritorno, ma devo ammettere che l’Ascoli (poi promosso in B, ndr) ha passato il turno con pieno merito…”
A proposito di Catania. Il suo ex allievo Pieraccini dovrebbe essere presto (ri)girato in prestito dal Cesena in C. In Romagna c’è chi non lo reputa ancora pronto per la B…
“Simone, in un contesto difficile come quello di Catania, ha disputato un grande campionato. Continuando il suo percorso di crescita che era già cominciato a Cesena. Una certezza: vista la sua giovane età, il ragazzo ha sicuramente ancora ampi margini di miglioramento. Io però, in un organico di B, Pieraccini ce lo vedrei benissimo. Difensore molto forte, professionista esemplare. Io, uno così, lo vorrei sempre avere in squadra…”
Nel frattempo, il Cavalluccio, si è già privato di un altro suo ex pupillo. Sto parlando del Divin Berti.
“Io, Berti, l’avrei tenuto. Per tanti motivi. Però so anche bene che nel calcio bisogna mantenere un equilibrio finanziario, che molte volte per ‘tutelare’ il bilancio bisogna fare delle scelte dolorose. Partenza bella pesante, questa. Un grattacapo in più per il ‘mio’ Cesena. Però allo stesso tempo sono contento per Tommaso. Che è approdato in un club importante (la Cremonese, ndr). Berti lo voglio vedere presto in A: ha tutte le potenzialità per arrivarci. E per restarci a lungo…”
Il Talento di Calisese ha salutato. Shpendi invece, salvo offerte irrinunciabili, resterà un altro anno in riva al Savio…
“Cristian, così come suo fratello Stiven, è un attaccante moderno. Un attaccante con il fiuto del gol nel sangue. Mi auguro per il bene del Cesena che possa davvero restare in bianconero. Sono due anni che va in doppia cifra tra i cadetti. E sono convinto che, se non avrà problemi fisici, pure in questa nuova stagione farà grandi cose…”
Che campionato aspetta il Cesena?
“Un campionato complicato, un torneo ancora più difficile di quello andato in archivio. Anche perché ci sono tre neopromosse, vale dire Vicenza, Ascoli e Benevento, che possono fare molto bene. Il Cesena? Dovrà assolutamente portarsi a casa la salvezza, che è vitale per questo club. Poi tutto quello che verrà in più sarà ben accetto…”
Apriamo un attimo il suo album dei ricordi in bianconero. Ripensa mai a quella strepitosa cavalcata dalla C alla B?
“Guarda Bertozzi, in carriera ho avuto la fortuna di portarmi a casa tanti campionati (4 di C1, 1 di C2 e 1 di D, ndr). Però quel campionato vinto a Cesena nel 2024 ha un sapore del tutto speciale. Quella è stata la mia promozione più bella di sempre. E non soltanto perché, in quella stagione, siamo riusciti a mettere via la bellezza di 96 punti…”
Una stagione così capita una volta ogni 50 anni. Anzi, una volta ogni 100 anni.
“Puoi dirlo forte. Anche perché, sempre in quella stagione, abbiamo fatto vedere pure un bel calcio. Vinto tante battaglie ricche di pathos. E lanciato tanti giovani del nostro vivaio. Ho avuto la fortuna di avere a disposizione un gruppo affiatato e compatto, fatto di grandi calciatori e di grandi uomini. Stagione probabilmente irripetibile…”
E pensare che, dopo la prima giornata, c’era già chi invocava a gran voce la sua testa…
“Lo ricordo bene (sospirone, ndr). Quell’inaspettata sconfitta rimediata al debutto ad Olbia è stata una mazzata tremenda. Il giorno dopo quel ko, al campo, ho guardato dritto negli occhi tutti i mie ragazzi e ho detto ‘Io questo campionato lo vinco…’. Anche i giocatori erano consapevoli del nostro potenziale. Abbiamo resettato tutti e siamo ripartiti. Da lì è partita la nostra riscossa. Una riscossa che è entrata nella storia…”
Sente ancora qualcuno di quel Cesena?
“Ovviamente sì: vedi Prestia, vedi Silvestri, vedi Varone, vedi Adamo, vedi il già citato Shpendi. Mi sento spesso anche con gli Aiello: con loro, però, parlo poco di calcio. Pochissimo…”
Perché due anni fa, dopo quella stagione da urlo, Toscano e il Cesena si sono separati?
“Una volta conquistata matematicamente la promozione (a fine marzo, battendo il Pescara al Manuzzi, ndr) avrei voluto subito parlare di futuro con il club. Invece tutto questo non è avvenuto. Dopo 2 mesi difficili il Catania mi ha contattato. Io ero stufo di aspettare. E così ho rescisso. A posteriori dico che forse avrei dovuto avere un po’ più di pazienza: d’altronde avevo ancora un altro anno di contratto e morivo dalla voglia di allenare il Cesena in B…”
Quanto le manca Cesena?
“Mia figlia abita ancora in città, quindi ogni tanto a Cesena ci vengo. Sportivamente parlando, che dire? Cesena resta nel mio cuore e mi manca tanto: da lontano continuo a fare il tifo per questo club. Un giorno mi piacerebbe tornare ad allenare i bianconeri. Magari chissà…”
Vuole salutare qualcuno?
“Saluto con affetto tutti i tifosi bianconeri, chi mi ha voluto bene, il mio amico Marco del Ristorante Margò e tutta la sua famiglia. A Cesena ho ancora tanti amici. Ci vediamo in giro. Dai Burdel…”
