Bisognerebbe rinchiuderli a San Leo. Anche se poi…
Colui che cura i calendari del carrozzone cadetto bisognerebbe rinchiuderlo immediatamente – magari assieme a Gabriele Gravina e a Lele Adani – in una cella a San Leo. Massì, in una cella a San Leo. E poi, l’unica chiave esistente di quella cella, bisognerebbe buttarla in un burrone. Perché non si può fissare una partita di calcio il giorno di Pasquetta. Alla mezza. No, non si può. Per tanti motivi. Per troppi motivi. Motivi legati (anche) alla stabilità famigliare. Massì, alla stabilità famigliare. Che io lo so bene che l'amore dovrebbe essere per sempre, ma vi posso assicurare che almeno un paio di matrimoni di persone che conosco bene sono saltati per molto meno di un Cesena-Südtirol piazzato subdolamente il giorno di Pasquetta. Alla mezza. Nel giorno tradizionalmente dedicato alla classica gita di fuori porta con la famiglia.
Esaurita questa doverosa premessa, che cosa posso dirvi di questa affascinante sfida tra romagnoli ed altoatesini che andrà in scena il lunedì dell’Angelo? Beh, potrei dirvi ad esempio che, lunedì prossimo nel catino del Manuzzi, si incroceranno due allenatori molto diversi tra loro. Diversissimi. Due allenatori quasi agli antipodi. Da una parte c’è infatti il giovane e pompatissimo Ashley Cole. Uno che ha sponsor importanti in tutti i modi, in tutti i luoghi e in tutti i laghi. Uno che non sa cosa sia la gavetta. Uno che – almeno sulla carta – persegue l’idea di un calcio (quasi) Champagne. Dall’altra parte invece c’è invece il vecchio e sottovalutatissimo Fabrizio Castori. Uno che non mai avuto santi in Paradiso. Uno che ha respirato anche la polvere (e la merda) dei campetti di Terza Categoria. Uno che ha fatto sempre della concretezza – e del calcio Tavernello – il suo credo principale.
Ecco perché Ashley Cole contro Fabrizio Castori è una sfida dentro la sfida: il nuovo che (forse) avanza contro il vecchio che resiste, colui che ha appena iniziato una nuova vita in panca contro colui che invece di panchine - nella sua carriera infinita - ne ha già raccolte millecinquecentoquattro, lo Straniero che (a Cesena) fa ancora rima con scommessa contro il Marchigiano che (in riva al Savio) fa rima con mito. Mito vero. Mito vivente. E non soltanto per via di quella leggendaria giornata consumatasi il 20 giugno 2004 tra le acciaierie e le rubinetterie di Lumezzane. Gita di fuori porta di Pasquetta con la famiglia saltata? Moglie incazzata già sul piede di guerra e già pronta a mettere in atto micidiali ritorsioni? E chissenefrega! Massi, chissenefrega! Lunedì prossimo, al Manuzzi, c’è Cesena contro Südtirol. Roba grossa. Diciamo pure grossissima. Dico bene, no?
